Contenzioso finanziario

La forma degli ordini di investimento

Cass., 17 settembre 2012, n. 18039

Questa Corte ha enunciato il principio che la prescrizione dell’art. 23 del T.U.F., secondo cui i contratti relativi alla prestazione di servizi di investimento debbone essere redatti per iscritto a pena di nullità del contratto, deducibile solo dal cliente, attiene al contratto-quadro, che disciplina lo svolgimento successivo del rapporto volto alla prestazione del servizio di negoziazione di strumenti finanziari, e non ai singoli ordini in invesitmento (o disinvestimento) che vengano poi impartiti dal cliente all’intermediario, la cui validità non è soggetta a requisiti di forma (v. Cass. n. 28432 e n.384 del 2012). Il ricorrente non ha offerto argomenti sufficienti a indurre la Corte a dissentire dal suddetto principio e, quindi, a investire della questione le Sezioni Unite.

 

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