Attento a come quereli, il falso va provato!

La famiglia ti salva il patrimonio: il limite del fondo patromoniale

Nel caso in cui il credito per cui si procede ad esecuzione è destinato, anche solo indirettamente a soddisfare esigenze della famiglia del debitore, come per esempio il credito riferito all’attività professionale di quest’ultimo non è consentita l’esecuzione diretta al suo soddisfacimento su beni conferiti in fondo patrimoniale.

Il tema è stato di recente oggetto di analisi nella recente pronuncia della Cassazione.

Nel caso di specie un istituto di credito sottoponeva a pignoramento la quota del 50% dei beni della debitrice in comproprietà col marito il quale successivamente proponeva opposizione di terzo ex art. 619 c.p.c. deducendo proprio l’esistenza del fondo patrimoniale.

Nel momento in cui il suddetto fondo era stato costituito la debitrice era fideiussore di un finanziamento a favore di una s.r.l. di cui la stessa ricopriva la carica di amministratore unico.

La banca aveva proceduto ad incardinare la procedura esecutiva mentre il fondo era oggetto di azione revocatoria.

Il tribunale di primo grado rigettava l’opposizione del marito sul presupposto che i proventi dell’attività imprenditoriale della moglie fossero destinati anche a soddisfare esigenze proprie della famiglia.

La Corte D’Appello accoglieva il gravame in quanto riteneva provato il fatto che i proventi dell’attività imprenditoriale fossero confinati unicamente alla sfera professionale.

L’istituto di credito ha proposto ricorso in Cassazione.

La suprema Corte ribadisce l’orientamento per cui se il credito per cui si procede è solo indirettamente destinato alla soddisfazione di esigenze famigliari non è consentita la sua soddisfazione su beni conferito in fondo patrimoniale, in quanto è necessario individuare attraverso un’interpretazione non restrittiva cosa debba intendersi per esigenze famigliari, i quali non devono limitarsi ai soli bisogni strettamente essenziali della famiglia.

Per tale motivo il ricorso della banca viene rigettato.

Cass., Sez. I, 27 aprile 2020, n. 8201

Andrea Asnaghi – a.asnaghi@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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