Attento a come quereli, il falso va provato!

La donazione di quota ereditaria quando non sia ancora intervenuta la divisione

La donazione è nulla per applicazione dell’ art. 771 cod. civ: questo, in estrema sintesi, quanto affermato nella recentissima pronuncia delle Sezioni Unite n. 5068/2016.

Con la sentenza in commento, le Sezioni Unite sono intervenute nuovamente in materia di donazione, risolvendo una volta per tutte l’annosa questione sulla donazione di cosa altrui.

Come noto, l’art. 771 cod. civ., rientrante nell’impianto normativo del contratto di donazione, dispone espressamente la nullità della donazione di beni futuri, affermando che “la donazione non può comprendere che i beni presenti del donante”.

Partendo dall’analisi letterale della norma, la giurisprudenza ha sempre discusso se la nullità in questione concernesse solo la nullità di beni oggettivamente futuri, ossia di tutti quei beni non esistenti al momento della donazione, o, in via estensiva, anche la donazione di beni altrui, ossia di quei beni oggettivamente già esistenti, ma non rientranti, al momento della disposizione donativa, nel patrimonio del donante perché di proprietà di altri (e, per questo motivo, definiti come beni soggettivamente futuri).

Sul punto, si sono creati nel tempo due diversi orientamenti: secondo parte della giurisprudenza, il divieto di cui all’art. 771 cod.civ. ricomprenderebbe solo i beni oggettivamente futuri, con la conseguenza che la donazione di beni altrui sarebbe valida ma inefficace fino a quando il disponente non si sia procurato dal terzo la proprietà del bene. Secondo l’opposto orientamento, invece, il divieto di cui all’art. 711 cod. civ. ricomprenderebbe sia la donazione di beni oggettivamente futuri sia di quelli soggettivamente futuri, con la conseguenza che anche la donazione di beni altrui sarebbe nulla tout court.

Dopo anni di discussione in proposito, le Sezioni Unite sono intervenute finalmente a comporre il contrasto, statuendo in via definitiva che nella nozione di beni futuri di cui all’art. 711 cod. civ. andrebbero ricompresi tutti quei beni che per qualsiasi motivo non fanno parte nel patrimonio del donante al momento della disposizione, e  quindi anche i beni altrui.

La vicenda sottesa all’autorevole pronuncia a Sezioni unite ha riguardato il caso della donazione di una quota ereditaria disposta da uno degli eredi quando ancora la comunione non si era sciolta.  A tal proposito, la Cassazione ha affermato che la fattispecie in esame rientrasse a pieno titolo nell’ipotesi della donazione di cosa altrui, in quanto la quota, non essendo ancora entrata a far parte del patrimonio del disponente, non poteva dirsi di sua proprietà, bensì di proprietà indivisa tra tutti gli eredi. E, per l’effetto, trattandosi di bene futuro, la donazione sarebbe nulla secondo il disposto dell’art. 771 cod. civ.

I giudici di legittimità, quindi, partendo dall’esame della questione se la norma sul divieto di donazione di beni futuri potesse trovare applicazione anche nel caso di donazione di un bene indiviso, sono giunti a ritenere che:

v  solo quando il bene si trova nel patrimonio del donante al momento della stipula della donazione, quest’ultima è valida ed efficace;

v  al contrario, se ancora la cosa non è a ancora giuridicamente e materialmente a sua disposizione, la donazione è nulla, trattandosi di bene futuro. A meno che – ma deve risultare espressamente dal nell’atto di donazione-, il donante si sia dichiarato consapevole che il bene non è di sua proprietà. In tali casi, la donazione può “essere salvata” facendosi valere come donazione obbligatoria, e quindi si può applicare la disciplina della vendita di cosa altrui, con la conseguenza che se il donante farà conseguire la proprietà al beneficiario, la donazione sarà valida ed efficace.. Laddove invece manchi tale requisito, trattandosi tout court di bene futuro, la donazione dovrà ritenersi nulla ex art. 771 cod. civ.

Cass., Sez. Un., 15 marzo 2016, n. 5068 (leggi la sentenza)

Benedetta Minottib.minotti@lascalaw.com

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