L’inerzia dell’aggiudicatario paga!

La Domanda riconvenzionale va in ferie soltanto se accolta!

Nell’ambito di un giudizio di opposizione a precetto, la sospensione feriale dei termini si applica solo nel caso in cui parte opposta abbia proposto una domanda riconvenzionale subordinata e il Giudice di primo grado abbia accolto l’opposizione. Questo è il principio espresso dalla Corte di Cassazione.

La vicenda in esame trae origine dalla domanda di opposizione a precetto formulata innanzi al Tribunale di Bologna da parte intimata, con la quale quest’ultima deduceva di non essere destinataria passiva del titolo azionato contro il proprio coniuge deceduto.

Si costituiva in giudizio parte opposta, chiedendo il rigetto dell’opposizione e in via subordinata la pronuncia della condanna al rilascio nei confronti dell’opponente.

La Corte di Appello, interessata della vicenda a seguito del rigetto dell’opposizione da parte del Giudice di prime cure, disattendeva il gravame dichiarandolo inammissibile per tardività.

La questione veniva portata innanzi alla Corte di Cassazione da parte soccombente, che lamentava la violazione e la falsa applicazione degli artt. 3 della legge n.742 del 1969 e 92 del r.d. n. 12 del 1941 in quanto la Corte di appello avrebbe errato nel non ritenere applicabile, ai fini della valutazione di tempestività dell’opposizione, la sospensione feriale dei termini.

In particolare, sulla tardività dell’impugnazione rilevata dal Giudice di secondo grado, la Cassazione ha confermato che la sospensione feriale si applica soltanto laddove la sentenza abbia accolto, anche parzialmente, l’opposizione, decidendo quindi anche sulla domanda riconvenzionale.

Diversamente, e dunque in caso di rigetto in toto dell’opposizione, la controversia non resta soggetta alla sospensione dei termini.

La Corte conclude precisando che “solo l’esito positivo dell’impugnazione della relativa decisione può comportare il successivo ingresso dell’esame della domanda riconvenzionale davanti al giudice d’appello o davanti al giudice di rinvio.”

Cass., Sez. VI, 18 dicembre 2019, n.33728

Alessandro Ciccarelli – a.ciccarelli@lascalaw.com

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