La sentenza Lexitor non sposta i termini della decisione

La diminuzione delle garanzie patrimoniali tra i limiti all’esercizio del diritto di recesso della banca

Con la recentissima sentenza n. 17291 del 24 agosto 2016, la Cassazione è tornata ad affrontare alcune delle principali problematiche connesse all’esatto inquadramento dei limiti che governano il perimetro di operatività del diritto di recesso della banca.

L’analisi e la risoluzione della quaestio iuris non poteva che muovere le premesse dal noto principio, già enunciato dalla Suprema Corte con le sentenze nn. 9321 del 2000 e 4538 del 1997, secondo cui in caso di recesso di una banca dal rapporto di credito a tempo determinato in presenza di una giusta causa tipizzata dalle parti del rapporto contrattuale, il giudice non deve limitarsi al riscontro obiettivo della sussistenza, o meno, dell’ipotesi tipica di giusta causa, ma, alla stregua del principio per cui il contratto deve essere eseguito secondo buona fede, deve accertare che il recesso non sia esercitato con modalità impreviste ed arbitrarie.

Ragionando in questi termini e tenuto conto che “il giudice deve verificare che le previsioni di esercizio della giusta causa siano tali da risultare non impreviste o arbitrarie”, la Cassazione ha quindi rilevato “nella specie, il correntista, pacificamente, non aveva mai superato il limite dell’affidamento concesso dall’istituto di credito (come ammette la stessa Corte territoriale), tenendo pertanto un comportamento corretto e rispettoso dell’accordo negoziale”.

Ragion per cui, conclude la Suprema Corte, “non basta un qualsiasi atto di disposizione del proprio patrimonio perché il creditore bancario possa dirsi, a giusto titolo, allarmato dal comportamento del suo debitore”.

Ne consegue, che la giusta causa di recesso dal contratto di apertura di credito deve sempre essere adeguatamente provata, poiché un’improvvisa diminuzione delle garanzie patrimoniali del cliente non è sufficiente per invocare il diritto al recesso.

Cass., Sez. I, 24 agosto 2016, n. 17291 (leggi la sentenza)

Francesco Conciof.concio@lascalaw.com

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