Chi è onerato della prova non usi gli scalari

La dichiarazione della banca cedente è valida prova della cessione di un credito

Nell’ambito delle cessioni di credito “in blocco” stipulate ai sensi dell’articolo 4 della L. 130 del 1999 la pubblicazione della notizia, richiamata anche dall’articolo 58 del testo unico bancario, ha la funzione di esonerare dalla notificazione al debitore stabilita in generale dell’art. 1264 c.c.

La dichiarazione del cedente (…) al pari della disponibilità del titolo esecutivo, costituisce un elemento documentale rilevante, potenzialmente decisivo e come tale ammissibile anche in grado d’appello, al fine di dimostrare l’avvenuta cessione del credito in massa.

Con la recentissima Ordinanza pubblicata il 16 Aprile 2021 la Corte Suprema di Cassazione si è pronunciata in questo senso, nell’ambito di un giudizio nel quale sia il Tribunale, sia la Corte d’appello avevamo giudicato inesistente la prova dell’avvenuta cessione dello specifico credito, oggetto di ingiunzione in via monitoria, da parte di una banca in favore di una Società c.d. “veicolo”, in quanto non era stata dimostrato l’invio della comunicazione scritta al debitore ceduto, prevista dall’art. 1264 del codice civile, ritenuta necessaria per l’individuazione dei crediti oggetto di cessione “in blocco”. Di conseguenza, il decreto ingiuntivo ottenuto dalla Società cessionaria era stato revocato.

La Suprema Corte ha quindi riproposto un breve excursus dei principi in materia, ricordando che:

  • la cessione del credito è un negozio consensuale e la notifica al debitore ceduto ha solo la funzione di assicurare l’efficacia liberatoria del pagamento eventualmente eseguito dal debitore e di regolare il conflitto tra cessionari, richiamando in questo senso, tra le più recenti, l’insegnamento di Cass 19 febbraio 2019 n. 4713 ;
  • nel caso di cessione in blocco ex art. 4 della legge n. 130 del 1999 la pubblicazione della notizia ha la funzione di esonerare il cessionario dalla notificazione stabilita in via generale dell’articolo 1264;
  • tale normativa ha inteso agevolare la realizzazione di una cessione in blocco di rapporti giuridici, ponendo quale presupposto di efficacia la mera pubblicazione di un avviso nella Gazzetta Ufficiale e dispensando dall’onere di provvedere alla notifica delle singole cessioni di credito alle controparti. Pertanto, ha sottolineato la Suprema Corte, in via generale l’adempimento della notificazione può essere validamente surrogato anche da altre modalità di comunicazioni che possono essere costituite anche dall’intimazione di pagamento al debitore ceduto.

In questo contesto, la prova della cessione, ha proseguito la Suprema Corte, può avvenire anche documentazione successiva alla pubblicazione della notizia in Gazzetta Ufficiale, sicché anche la dichiarazione del cedente, comunicata dal cessionario intimante al debitore ceduto con la produzione in giudizio, al pari della disponibilità del titolo esecutivo, costituisce elemento documentale rilevante potenzialmente decisivo e come tale ammissibile anche in grado di appello.

Consulta l’infografica

La dichiarazione della banca cedente è valida prova della cessione di un credito

Cass., Sez. III, Ord., 16 Aprile 2021

Antonio Ferraguto – a.ferraguto@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Indeterminatezza del tasso, il contratto è comunque salvo

L’invito alla lettura cade in questo numero sulla sentenza del Tribunale di Torino del 31.12.2020,...

Contratti Bancari

Fideiussore legale rappresentante della Società garantita

Recentemente, il Tribunale di Padova, con sentenza n. 630 del 02/04/2021, prendendo posizione in mer...

Contratti Bancari

Chi è onerato della prova non usi gli scalari

La tematica della presunta nullità delle fideiussioni per contrarietà alla legge n. 287/2020 (“N...

Contratti Bancari

X