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La determinazione del prezzo di vendita

Nell’ambito delle procedure esecutive immobiliari, l’art. 568 c.p.c. rimette al giudice dell’esecuzione il potere di individuare il prezzo di vendita del bene, non essendo lo stesso vincolato al prezzo di stima indicato dall’esperto stimatore, potendo di contro determinarlo valorizzando altri ed ulteriori circostanze di fatto.

Nel caso di specie il Tribunale di Palermo in sede collegiale si è pronunciato sul reclamo proposto dal coniuge dell’esecutato, creditore intervenuto, il quale istava per la sospensione della vendita e per la revoca dell’aggiudicazione.

Il reclamante, in particolare, richiedeva pronunciarsi la sospensione della vendita ex art 586 c.p.c. in quanto a suo dire il prezzo offerto sarebbe stato notevolmente inferiore a quello giusto di cui all’art. 568 c.p.c., ritenuto in ogni caso dallo stesso reclamante eccessivamente basso.

In particolare, infatti, il giudice dell’esecuzione attribuiva al bene posto in vendita un determinato prezzo base anche in considerazione della sussistenza di un vincolo giuridico gravante sul bene, quale, nel caso di specie, il provvedimento di assegnazione della casa familiare.

Osserva il Collegio, senza lasciare spazio ad interpretazioni, che la previsione legislativa di cui all’art. 568 c.p.c. attribuisce espressamente al giudice dell’esecuzione il potere di determinare, sulla base degli elementi forniti dalle parti e dall’esperto, il valore dell’immobile – e dunque il suo prezzo di vendita – anche avendo riguardo a diversi elementi tra i quali i vincoli e gli oneri giuridici non eliminabili nel procedimento esecutivo.

Un’eventuale contestazione del prezzo base come sopra determinato dal Giudice, peraltro, afferma il Collegio, andrebbe rilevata mediante l’unico mezzo previsto a tal fine dal legislatore, ossia l’opposizione di cui all’art. 617 c.p.c. nei termini di legge.

Il Tribunale di Palermo ha pertanto evidenziato la legittimità del criterio di stima utilizzato dal GE per la determinazione del valore del bene, ribadendo l’autonomia del giudicante nella valutazione dell’immobile oggetto di esecuzione ,così come delineato  dall’art. 568 c.p.c.

Tribunale di Palermo, sentenza del 25 gennaio 2019

Francesca Rizzi – f.rizzi@lascalaw.com

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