Polizza Linked, tra normativa applicabile ed onere dell’attore in giudizio

Chi la decide questa causa?

Giunge, ancora una volta, alla Suprema Corte il problema di attribuzione della competenza a decidere della causa intrapresa da parte di un azionista, per il risarcimento dei danni conseguenti all’inadempimento imputato all’intermediario finanziario emittente.

Il Giudice adito dall’investitore, infatti, con ordinanza, attribuisce la competenza per materia ad altro tribunale presso cui è radicata la sezione specializzata per le imprese. Gli attori propongono ricorso per regolamento di competenza, assumendo che la contestazione sottostante all’azione proposta pertiene non già alla competenza specializzata, bensì a quella ordinaria del giudice adito.

La Corte dà loro ragione, assumendo che “la tesi pervicacemente sostenuta dal Tribunale” non trova ragione alcuna nell’orientamento peraltro già espresso da parte del Collegio di legittimità, atteso che “«In tema di competenza delle sezioni specializzate in materia di impresa, nelle controversie relative alle partecipazioni sociali o ai “diritti inerenti” queste ultime, di cui all’art. 3, commi 2, lett. b), e 3, del d.lgs. n. 168 del 2003, come sostituito dall’art. 2, comma 1, lett. d), del d.l. n. 1 del 2012, conv., con modif., dalla l. n. 27 del 2012, detta competenza si determina in relazione all’oggetto della controversia, dovendo sussistere un legame diretto di questa con i rapporti societari e le partecipazioni sociali, riscontrabile alla stregua del criterio generale del “petitum” sostanziale, identificabile in funzione soprattutto della “causa petendi”, per la intrinseca natura della posizione dedotta in giudizio» (Cass. 4 aprile 2017, n. 8738, che ha ritenuto la competenza delle sezioni ordinarie del tribunale in relazione ad un’azione diretta ad ottenere la nullità di un contratto di intermediazione nell’acquisto di azioni a fine di investimento, la cui causa petendi andava, quindi, individuata nel contratto di investimento e non nel trasferimento delle partecipazioni sociali)”.

Si conferma, dunque, da parte del Giudice di legittimità la competenza del Tribunale ordinario a decidere delle questioni che interessano la negoziazione di titoli azionari, avendo riguardo al fatto che la censura emerge rispetto alla prestazione di servizi di investimento ed al dedotto inadempimento contrattuale.

Cass., Sez. VI Civ., 7 dicembre 2018, n. 31691

Paolo Francesco Bruno – p.bruno@lascalaw.com

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