Diritto Processuale Civile

La data della notificazione non è quella che risulta dal timbro postale sulla busta

 Cass., sez. VI Civile, 11 marzo 2015, n. 4891 (leggi la sentenza)

Fa piacere, anzi, oserei dire che è rassicurante, ogni tanto, leggere sentenze della Suprema Corte, che per la loro chiarezza e semplicità argomentativa si rendono comprensibili anche al quisque de populo.

Accade leggendo la sentenza Corte di Cassazione, sez. VI Civile, n. 4891/15, la cui logicità e semplicità rendono superflua l’indagine dei motivi (la ratio decidendi) che hanno portato all’emissione della stessa.

Sostengono i Giudici di Legittimità che la data della notificazione non è quella che risulta dal timbro postale sulla busta, la quale data coincide solo con il momento dello smistamento della posta e non con la consegna al destinatario.

La ratio del procedimento di notificazione è quella di portare a conoscenza di un soggetto l’esistenza di un evento. Sovente la notifica è il momento da cui l’ordinamento fa partire il decorrere di termini per porre in essere una attività processuale. Si pensi, a puro titolo esemplificativo, alla notificazione di un decreto ingiuntivo con cui si dà il termine di quaranta giorni all’ingiunto per proporre l’opposizione.

È di tutta evidenza, quindi,  che tale termine non può cominciare a decorrere prima che la notizia giunga al destinatario.

Nella fattispecie la corte d’appello di Perugia aveva dichiarato estinto il giudizio in quanto, a seguito della sospensione per incompetenza del primo giudice adito – Corte d’appello di Roma –  non erano stati rispettati i termini concessi per la riassunzione avanti al giudice competente.

La corte umbra, tuttavia, aveva considerato la data del timbro postale quale dies a quo dal quale far decorrere i termini per la riassunzione.

Ebbene la VI sez. civile della Suprema Corte, ha stabilito che in tema di notificazioni a mezzo posta, quando debba accertarsi il perfezionamento della notificazione nei confronti del destinatario, posto che la data del timbro postale sulla busta corrisponde a quella di smistamento del plico presso l’ufficio postale e non all’effettivo recapito al destinatario, che può anche avvenire in data successiva, l’unico documento attestante la consegna a questi e la sua data è, di regola, l’avviso di ricevimento della raccomandata, la cui produzione in giudizio è onere che grava sulla parte notificante.

23 marzo 2015

Guido Malpezzi – g.malpezzi@lascalaw.com

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