Concorrenza e libertà negoziale: No alla nullità derivata nella fideiussione omnibus

La Corte di Cassazione torna ad occuparsi di anatocismo bancario

Eppure, non mancano tra i correntisti coloro che in sede giudiziale ancora sostengono la tesi secondo la quale la deroga all’art. 1283 c.c. ad opera della riforma del 2000 dell’art. 120 TUB (e relativa Delibera CICR del 9.02.2000) non sarebbe valida a seguito dell’intervento operato dalla Consulta (Corte Cost. 17 ottobre 2000, n. 425) sul comma 3 dell’art. 25 del D. Lgs 342/99.

Senza necessità di ritrascrivere le norme in parola, si ricorda che i commi 2 e 3 dell’art. 25 contemplavano e fornivano, rispettivamente, la regolamentazione per i contratti futuri e per i contratti in essere degli effetti anatocistici “divenuti” illeciti a fronte delle note sentenze della Suprema Corte del 1999.

Il primo motivo del ricorso nella vertenza in commento si basa, appunto, sulla asserita inidoneità della delibera CICR a derogare la regola posta dall’art. 1283 c.c. nonché sulla effettiva valenza attribuita alla pronuncia di incostituzionalità del terzo comma dell’art. 25 del cit. D.lgs. 342/1999 che, nell’opinione del ricorrente correntista, avrebbe prodotto la decadenza del presupposto legittimante la disciplina transitoria contenuta nell’art. 7 della delibera CICR medesima.

La pronuncia prende precisa posizione in merito, affermando “deve evidenziarsi che la richiamata pronuncia di incostituzionalità non ha interessato quella parte del comma 3 dell’art. 25 cit. in cui è stato regolamentato l’adeguamento dei vecchi contratti alle prescrizioni della delibera CICR: infatti, la pronuncia del giudice delle leggi si fonda sull’eccesso di delega, avendo la Corte costituzionale escluso “che la suddetta delega legittimi una disciplina retroattiva e genericamente validante”.  Appare anzi manifesto che l’intervento caducatorio riguardi il regime di sanatoria che il legislatore ha previsto per il periodo che precedeva proprio l’entrata in vigore della delibera CICR. Va notato, al riguardo, che il venir meno della «continuità logica con la delega» con la conseguente rottura della “necessaria consonanza che deve intercorrere tra quest’ultima e la norma delegata” sia stata individuata dal giudice delle leggi in ciò: “il legislatore delegato, da un lato sancisce (pro praeterito), per qualsiasi tipo di vizio, una generale sanatoria delle clausole anatocistiche illegittime contenute nei contratti bancari anteriori al 19 ottobre 1999, con effetti temporalmente limitati sino al 22 aprile 2000 (data di entrata in vigore della delibera del CICR); dall’altro attribuisce (pro futuro), sia pure nell’identico limite temporale, la stessa indiscriminata validità ed efficacia alle clausole poste in essere nel periodo tra il 19 ottobre 1999 ed il 21 aprile 2000” (Corte cost. 17 ottobre 2000, n. 425 cit.).

Prosegue la Corte in maniera ancora più netta: “in detta prospettiva è corretto ritenere che la delibera del CICR abbia mantenuto intatto il proprio vigore anche dopo la richiamata pronuncia di incostituzionalità e fosse quindi pienamente idonea a regolamentare, sul piano attuativo, la prescrizione concernente l’adeguamento dei contratti in precedenza conclusi al nuovo regime: prescrizione, questa dell’adeguamento, che presenta, difatti, una propria sicura autonomia logica e giuridica rispetto alla sanzionata previsione della sanatoria dei contratti contenenti clausole anatocistiche conclusi prima del 21 aprile 2000, e che va correlata al più ampio potere regolamentare demandato al CICR dal comma 2 dell’art. 25 (con cui si affidava al suddetto Comitato il compito di stabilire, per il futuro, le modalità e i criteri per la produzione degli interessi sugli interessi nelle operazioni bancarie)”.

L’insegnamento della Corte è già portato di alcune sentenze di merito, quali, ad esempio, Trib. Milano n. 11984/2017 pubblicata il 29/11/2017.

Cass., Sez. I Civ., 11 marzo 2019, n. 6987

Giorgio Zurru – g.zurru@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Concorrenza e libertà negoziale: No alla nullità derivata nella fideiussione omnibus

Il debitore di una banca cliente dello Studio, opponendo il decreto ingiuntivo notificatogli, sosten...

Contratti Bancari

L’ ISC non è una condizione contrattuale

La pretesa di calcolare il Tasso Effettivo Globale sulla base di formule differenti da quelle adotta...

Contratti Bancari

L’ ISC non è una condizione contrattuale

Tra le numerose pronunce che di recente hanno assunto una posizione critica nei confronti della nota...

Contratti Bancari