L’informativa nel contratto

La contestazione relativa al contratto derivato ed il foro esclusivo

Una recente sentenza del Tribunale di Latina ha affrontato il tema del foro esclusivo individuato dalle parti in sede contrattuale, con riferimento alle contestazioni relative alla invalidità e/o responsabilità della banca (assistita dallo Studio) in ordine alla negoziazione di un contratto derivato di Interest Rate Swap.

Nello specifico, da parte della società, si lamentava l’invalidità e/o l’inefficacia dell’operazione sotto il profilo della ritenuta responsabilità della convenuta per effetto del mancato rispetto delle norme di comportamento previste dalla normativa del settore convenendo, pertanto, la suddetta banca al fine, in via incidentale, dell’emissione dell’ordine di rendiconto ai sensi dell’art. 1713 cod. civ. e dell’art. 263 cod. proc. civ., in via principale dell’accertamento della nullità del contratto disciplinante la prestazione dei servizi di investimento, nonché del relativo contratto derivato e, in via sempre più subordinata, dell’accertamento della responsabilità contrattuale della banca, dell’accertamento dell’inopponibilità all’attrice degli effetti del derivato suddetto, dell’accertamento della responsabilità pre-contrattuale della convenuta e dell’accertamento della responsabilità di quest’ultima ai sensi dell’art. 23 del T.U.F. oltre, in ogni caso, della condanna dell’istituto alle restituzioni ed al risarcimento del danno ed alla vittoria sulle spese della perizia di parte e di lite.

Nel costituirsi in giudizio la banca sollevava, in via preliminare, l’incompetenza del Giudice adito in considerazione della esistenza di una duplice previsione pattiziamente prevista dalle parti di devoluzione di ogni contestazione al Tribunale di Ancona e, quindi, in forza del foro esclusivo previsto contrattualmente e, nel merito, prendeva posizione su tutte le questioni esposte dalla attrice.

L’accoglimento della eccezione sollevata dalla banca trae innanzitutto logica conseguenza dal collegamento dei diversi rapporti contrattuali stipulati dalle parti e prodromici alla negoziazione del derivato stesso: ed infatti, anche il contratto che non presentava clausola derogativa della competenza, essendo integrativo del principale – che, di contro, conteneva la previsione – doveva ritenersi coperto dalla competenza esclusiva.

E nemmeno miglior sorte poteva averla la circostanza per la quale la banca avesse compiuto una “implicita accettazione della competenza radicatasi innanzi al Tribunale di Latina per effetto dell’articolata difesa svolta nel merito della controversia dalla difesa della banca convenuta posto che è facoltà di ogni parte illustrare sotto ogni profilo la propria posizione stante la possibilità che l’eccezione in rito possa essere disattesa”.

Assume poi il Giudice che “neppure merita adesione la prospettata, residuale competenza per territorio del tribunale pontino in relazione alla domanda di emissione dell’ordine di rendiconto ai sensi dell’art. 1713 c.c. e nelle forme di cui all’art. 263 c.p.c.. Infatti è la stessa parte attrice a connotare detta domanda del profilo dell’incidentalità, ma sarebbe meglio dire della strumentalità, rispetto all’accoglimento delle domande di merito proposte, come testualmente scritto nelle conclusioni dell’atto introduttivo, sicché essa risulta priva dell’autonomia che ne consenta la trattazione separatamente dalle ulteriori domande cui accede funzionalmente”.

Dunque, anche sotto tale profilo, è esclusa la possibilità di derogare il foro pattuito, risultando invece fondata la richiesta di liquidazione delle spese legali dal momento che “non rileva la natura di ordinanza e non di sentenza che ai sensi dell’art. 179 c.p.c. avrebbe dovuto rivestire la presente pronunzia importando invece, al di là del nomen iuris, il suo carattere sostanziale di provvedimento definitorio della fase processuale innanzi al giudice irritualmente adito a termini del quale si giustifica la pronunzia sulle spese di lite ad opera del medesimo (in tal senso anche recentemente Cass. 17187/2019 finanche in caso di adesione della controparte)”.

Trib. Latina, 31 dicembre 2019, n. 3137

Paolo Francesco Bruno – p.bruno@lascalaw.com

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