Diritto Processuale Civile

La confisca penale prevale sull’ipoteca. L’interesse pubblico del patrimonio sequestrato e aggiudicato allo stato sacrifica quello del terzo creditore

Cass., 7 maggio 2013, Sez. Un., n. 10532 (leggi la sentenza per esteso)

Le Sezioni Unite civili della Corte di Cassazione con la sentenza in commento hanno definitivamente risolto i conflitti di dottrina e giurisprudenza in tema di rapporti tra ipoteca e confisca penale alla luce delle norme contenute nella legge di stabilità 2013 (L. 24 dicembre 2012 n. 228).

Alla luce di tale normativa, rilevano le Sezioni Unite, la confisca prevale sull’ipoteca e questo perché la salvaguardia del preminente interesse pubblico giustifica il sacrificio inflitto al terzo di buona fede, titolare di un diritto reale di godimento o di garanzia, ammesso, ora, ad una tutela di tipo risarcitorio .

Il bilanciamento dei contrapposti interessi viene differito  ad un momento successivo allorchè il terzo creditore di buona fede chiederà – attraverso l’apposito procedimento – il riconoscimento del suo credito.

Le Sezioni Unite in commento riassumono il complesso quadro normativo di riferimento  allargando lo sguardo anche alle norme sovranazionali, ripercorrendo la disciplina dettata dal Nuovo Codice Antimafia (D.LGS 159/11) entrato in vigore il 13.10.2011, integrato dal successivo D-LGS 218/2012 entrato in vigore il 28.12.2012, fino alla normativa introdotta dalla Legge di stabilità 2013 (L. 24.12.2012 n. 228).

La legge di stabilità, ai commi 194-205, ha dettato una disciplina tendenzialmente  organica volta a regolare i rapporti tra creditori ipotecari e pignoranti e Stato, con riferimento alle procedure di confisca non soggette alla disciplina del “codice delle misure di prevenzione” (D.lgs- 159/11).

Tale nuova disciplina si applica quindi alle misure di prevenzione disposte prima di tale data.

Con riferimento alle procedure di confisca  soggette alla L. 575/65 la nuova legge distingue due ipotesi: a seconda che il provvedimento di confisca sia stato emesso o meno alla data del 1.1.2013.

Per le procedure nelle quali alla data del 1.1.2013 sia già avvenuta la confisca, la legge distingue ulteriormente i casi in cui il bene confiscato sia stato assoggettato a procedura esecutiva, ma non sia stato ancora aggiudicato o trasferito e quelli in cui sia avvenuto, invece, il trasferimento o l’aggiudicazione, anche in via provvisoria.

Se alla data del 1.1.2013 i beni oggetto della procedura di prevenzione sono già stati confiscati, ma non ancora aggiudicati, la nuova legge stabilisce che:

  1. nessuna azione esecutiva potrà essere iniziata o proseguita sui beni suddetti;
  2. i pesi e gli oneri iscritti o trascritti prima della confisca si estinguono
  3. i creditori ipotecari, pignoranti o intervenuti nell’esecuzione potranno far valere le proprie ragioni nei confronti dell’Agenzia ma solo a determinate condizioni

Se alla data del 1.1.2013 è già avvenuto il trasferimento o l’aggiudicazione nell’ambito di una esecuzione forzata, ovvero se il bene da confiscare consiste in una quota di proprietà indivisa già pignorata, restano fermi gli effetti dell’esecuzione o dell’aggiudicazione.

Nel caso in cui alla data del 1.1.2013 i beni ipotecati o sottoposti ad esecuzione forzata non siano ancora stati confiscati, si applicheranno le stesse misure previste per quelli che alla data del 1.1.2013 siano già stati confiscati, ma non ancora aggiudicati, con l’unica differenza che il termine di decadenza di 180 giorni, entro il quale i creditori debbono presentare la domanda di ammissione del credito, decorrerà dal passaggio in giudicato del provvedimento che dispone la confisca.

(Tiziana Allievi – t.allievi@ascalaw.com)

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