Diritto Processuale Civile

La concessione della p.e. e la parvenza dei motivi di opposizione

Tribunale di Catania, 26 novembre 2014 (leggi l’ordinanza)

E’ quanto recentemente dichiarato dal Tribunale di Catania, il quale, dopo aver accolto l’interpretazione orientata circa la natura cautelare del provvedimento ex art. 648 c.p.c., ha rilevato come la valutazione del fumus boni iuris e del periculum in mora non possano comunque “prescindere in modo assoluto da una parvenza dei motivi di opposizione“.

La decisione giunge all’esito di una delicata analisi del “notevole dibattito che anima giurisprudenza e dottrina” in ordine all’inquadramento dell’ordinanza di concessione della provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo opposto, nello schema della condanna con riserva, ovvero in quello del provvedimento cautelare.

In particolare, facendo leva sull’ordinanza n. 295/1989 della Corte Costituzionale, secondo cui “la discrezionalità attribuita al giudice istruttore deve essere esercitata, come in ogni ipotesi di misura avente anche natura cautelare, attraverso la congiunta valutazione del fumus boni iuris e del periculum in mora“, il Tribunale di Catania ha ritenuto che “non può essere accolta quella interpretazione tendente all’accoglimento dell’istanza in questione sulla base della semplicistica considerazione della carenza di una prova scritta e della presumibile eccessiva lunghezza dei tempi di soluzione della causa, sol perché sarebbe di difficile individuazione il requisito stesso del periculum”.

Il Giudice siciliano ha quindi osservato che “il requisito di cui trattasi potrebbe essere facilmente rappresentato sia dalla precaria situazione patrimoniale del debitore, fatto che sarebbe potenzialmente idoneo a pregiudicare l’effettiva soddisfazione del creditore, sia dalla stessa necessità improrogabile di quest’ultimo di avere a disposizione la somma per cui procede per i motivi che possono essere i più vari (sempreché questi siano provati o perlomeno dedotti nelle difese“.

Il tale contesto, tuttavia, “non può non essere concessa la provvisoria esecuzione del d.i. opposto dal momento che la valutazione del predetto requisito del periculum in mora e della sussistenza di elementi idonei ad una pronuncia nel merito (motivazioni reiteratamente affermate da questo istruttore), non possono però prescindere in modo assoluto da una parvenza di motivi di opposizione: il che nella specie non è“.

Ragione per cui, poiché la concessione della provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo opposto non può “prescindere in modo assoluto da una parvenza di motivi di opposizione”, anche volendo condividere l’interpretazione costituzionalmente orientata degli elementi del fumus e del periculum, qualora l’opposizione avversaria appaia, anche soltanto prima facie, infondata, la provvisoria esecuzione dovrà essere comunque concessa.

Diversamente, infatti, “si finirebbe per legittimare lo strumento dell’opposizione come mero mezzo dilatorio alle pretese creditorie“.

4 dicembre 2014

Nicole Giannì – n.gianni@lascalaw.com

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