L’informativa nel contratto

La competenza dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie

L’Arbitro per le Controversie Finanziarie (con decisione n. 6 del 5-6-2017), ha chiarito che la propria competenza è limitata ai servizi di investimento, come espressamente previsto dalla Delibera Consob n. 19602 del 4.5.2016.

Nel caso oggetto di esame da parte dell’Arbitro, veniva dedotto che un investitore chiedeva alla propria banca di eseguire un trasferimento di titoli presso un diverso intermediario. Eseguite le operazioni richieste, tuttavia, il cliente presentava reclamo lamentando un ritardo nell’esecuzione del trasferimento con danno a suo carico. La banca, ritenuti non sussistenti i presupposti per un accoglimento, respingeva il reclamo.

L’investitore, di conseguenza, depositava ricorso presso l’ACF affermando che, se la banca avesse eseguito il trasferimento tempestivamente, egli avrebbe: (i) evitato di pagare l’imposta di bollo presso il secondo intermediario, (ii) beneficiato del bonus commissioni e (iii) compensato alcune minusvalenze.

La banca, nel termine previsto, depositava le proprie deduzioni difensive, in cui sosteneva di avere operato tempestivamente e nel rispetto della normativa di settore.

Il Collegio, valutata la questione sottoposta, ha rilevato in via preliminare l’inammissibilità del ricorso per incompetenza.

L’Arbitro, nella decisione assunta, ha infatti ricordato che la propria competenza è limitata a quanto previsto dall’art. 4 della Delibera Consob n. 19602 del 2016 e, dunque, “l’Arbitro conosce delle controversie fra investitori e intermediari relative alla violazione da parte di questi ultimi degli obblighi di diligenza, correttezza, informazione e trasparenza previsti nei confronti degli investitori nell’esercizio delle attività disciplinate nella parte II del TUF”.

Esaminando la questione posta al proprio vaglio, il Collegio ha rilevato che le pretese e le contestazioni avanzate nel ricorso non avevano ad oggetto la prestazione di servizi di investimento, ma l’esecuzione di rapporti accessori, ciò in considerazione del fatto che, “ancorché i fatti rappresentati si innestino nell’ambito della prestazione di tali attività, il ricorso in oggetto, a ben vedere, verte su questioni di natura tributaria correlate ad un contratto di deposito titoli; contratto quest’ultimo che, in quanto tale, rientra tra i contratti bancari e presenta una causa tipica”.

In conclusione, dunque, il Collegio ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso.

Arbitro per le Controversie Finanziarie, 05/06/2017 (leggi la decisione)

Carlo Giambalvo Zilli c.zilli@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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