L’interesse è concreto. Se non ripeti, che interesse c’è?

La coltivazione dell’azione cautelare da parte degli eredi in presenza di clausola di gradimento

Gli eredi di un socio defunto nel corso della trattazione di un procedimento cautelare volto ad ottenere la revoca dell’amministratore unico di una srl, ai sensi dell’art. 2476 c.c., avevano coltivato la domanda cautelare promuovendo, altresì, reclamo avverso il rigetto dell’istanza cautelare per assenza di fumus e periculum sostenendo – peraltro – il loro interesse a proseguire il procedimento quali creditori della quota del de cuius da liquidarsi in loro favore.

I soci superstiti, dal canto loro, hanno promosso reclamo incidentale per via della mancata considerazione da parte del giudice dell’istanza cautelare dell’eccezione di carenza di legittimazione degli eredi del defunto a continuare il procedimento cautelare in virtù della clausola statutaria di gradimento da essi stessi fatta valere.

Il Tribunale di Milano, con provvedimento del 19 novembre 2012 ha rigettato il reclamo principale promosso dagli eredi superstiti ed accolto altresì il reclamo incidentale dei soci (confermando il provvedimento reclamo previa modifica della motivazione, basata sulla carenza di legittimazione degli eredi) specificando che “la legittimazione a richiedere la misura cautelare tipica ex art.2476 cc terzo comma è attribuita espressamente dalla norma ai soli soci di srl, risultando, del resto, in via sistematica connessa allo specifico disegno organizzativo di tale forma di società di capitali, come delineato dalla riforma del 2003”, qualità non ricoperta dagli eredi per effetto dell’esercizio da parte dei soci superstiti della loro facoltà di non proseguire la società con gli eredi medesimi.

Il Tribunale infine ha anche precisato che gli eredi sono creditori del valore della quota del de cuius al momento del decesso verso i soci superstiti e non verso la società “restando così indifferenti alle vicende patrimoniali e di gestione della srl successive alla morte della loro dante causa”.

Trib. Milano,19 novembre (leggi la sentenza

Maria Giulia Furlanettom.furlanetto@lascalaw.com

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