Crisi e procedure concorsuali

La Circolare applicativa del D.L. 179/2012 del Tribunale di Milano

Con la Circolare n. 4/2012 del 27 dicembre 2012 il Tribunale di Milano, Sezione Fallimentare, in persona del Presidente, dott. Lamanna, ha diramato le indicazioni operative per l’applicazione della nuova disciplina concerne la comunicazione telematica degli atti nelle procedure concorsuali, ai sensi del D.L. n. 179/2012 (c.d. decreto sviluppo bis ) convertito dalla L.n. 221/2012.

Alleghiamo, per comodità dei nostri Lettori, detta Circolare che, comunque, è recuperabile anche su sito web del Tribunale di Milano, nell’area destinata a raccogliere sia le circolari che le prassi interpretative della Sezione Fallimenti.

La circostanza per la quale la menzionata legge sia entrata in vigore, per la parte che qui interessa, il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (avvenuta il 18 dicembre 2012) e, quindi, il 19 dicembre 2012, ponendo nuovi immediati adempimenti a carico dei curatori, dei commissari giudiziali e dei liquidatori nei concordati preventivi nonché dei commissari delle amministrazioni straordinarie e delle liquidazioni coatte amministrative, anche con riguardo a procedure concorsuali già pendenti a quella data, ha indotto i Giudici Delegati milanesi a predisporre e fornire una prima sintetica illustrazione delle nuove norme.

Con riguardo ai Fallimenti, le novità più rilevanti riguardano le modalità di comunicazione degli atti concorsuali, con particolare riguardo alle domande di ammissione al passivo e alle comunicazioni che il curatore deve inviare ai creditori ed ai titolari di diritti sui beni, nel corso della procedura fallimentare.

La nuova disciplina si applica dal 19/12/2012 a tutti i nuovi fallimenti nonché a quelli già pendenti a tale data nei quali il curatore non abbia ancora inviato ai creditori l’avviso di cui all’art. 92 l.f.

Le nuove norme , in particolare, prevedono che:

–      entro 10 giorni dalla nomina, il curatore fallimentare deve comunicare al Registro delle Imprese, ai fini dell’iscrizione, il proprio indirizzo di posta elettronica certificata (P.E.C.);

–      il curatore deve inviare l’avviso ex art. 92 l.f. all’indirizzo PEC dei creditori risultante dal Registro delle Imprese e/o dall’Istituendo Indice Nazionale degli indirizzi di Posta elettronica Certificata delle Imprese e dei Professionisti; lo strumento della raccomandata ar continua, invece, ad essere utilizzato per i creditori che siano sforniti di PEC;

–      in ogni caso il Curatore, con la comunicazione ex art. 92 l.f., deve comunicare ai destinatari il proprio indirizzo PEC avvertendoli: – che le domande di ammissione al passivo possono essere presentate unicamente mediante trasmissione a tale indirizzo; – che nella domanda il ricorrente deve indicare l’indirizzo PEC al quale intende ricevere le comunicazioni successive; – che, in caso di mancata indicazione dell’indirizzo PEC, le comunicazioni verranno effettuate esclusivamente mediante deposito in cancelleria. La spedizione delle domande (tempestive o tardive) all’indirizzo PEC del curatore, sia sottoscritte in forma digitale, sia con sottoscrizione apposta manualmente e successiva scansione digitale, deve essere effettuata da un indirizzo PEC, anche non di titolarità del ricorrente (vedi per es. un professionista);

–      gli unici documenti che il ricorrente deve e può depositare in cancelleria in originale cartaceo sono i titoli di credito;

–      il curatore, almeno 15 giorni prima dell’udienza di verifica dei crediti, deve trasmettere il progetto di stato passivo e le domande alla cancelleria e deve contestualmente comunicare il progetto di stato passivo agli indirizzi PEC indicati dai ricorrenti;

–      le eventuali osservazioni al progetto di stato passivo possono essere presentate, entro il termine di cinque giorni prima dell’udienza di verifica, esclusivamente mediante  invio all’indirizzo PEC del curatore;

–      tutte le successive comunicazioni del curatore  sono fatte agli indirizzi PEC indicati dai creditori. Nel caso di impossibilità di consegna le comunicazioni verranno fatte mediante deposito in cancelleria;

–      oltre al progetto di stato passivo, devono essere comunicati, con le stesse modalità, anche i seguenti documenti: lo stato passivo; le relazioni semestrali; progetti di riparto parziali; il rendiconto, il progetto di riparto finale, la proposta di concordato fallimentare con i relativi pareri, il decreto con cui il Tribunale dispone il non farsi luogo all’accertamento del passivo e il ricorso per esdebitazione;

Per i fallimenti nei quali l’avviso ex art. 92 l.f. risulti essere già inviato alla data del 19 dicembre 2012, la nuova disciplina si applica a partire dal 31 ottobre 2013. In questa procedure il curatore deve comunicare a tutti i creditori ammessi e ai titolari di diritti su beni, entro il 30 giugno 2013, il suo indirizzo PEC, richiedendo ai destinatari di comunicare il proprio entro tre mesi.

Con riguardo alla domanda di ammissione al passivo, la legge prevede che il ricorso possa essere presentato esclusivamente con le modalità sopra viste: ciò vuol dire che il ricorso presentato direttamente alla cancelleria o in formato cartaceo debba considerarsi irricevibile da parte della cancelleria.

Il cancelliere, secondo i giudici milanesi, avrà l’onere di trasmetterle ugualmente al Curatore che, pur non inserendole nello stato passivo, provvederà a comunicare al creditore il corretto iter da seguire.

Nello stesso modo ci si comporterà nel caso in cui il creditore invii , presso lo studio del curatore, la domanda di ammissione al passivo in formato cartaceo.

Correttamente nella circolare, con riguardo al tema relativo all’invio del progetto di stato passivo, i giudici milanesi ricordano che, da oltre un anno, presso il Tribunale di Milano è prevista la trasmissione degli atti del curatore  con le modalità del Processo Civile Telematico.

Si rammenta che, prima del progetto di stato passivo, o tutt’al più contestualmente ma con atto separato, deve essere trasmesso anche l’elenco dei creditori.

Con il messaggio  di trasmissione del progetto di stato passivo, il Curatore deve:

a)    rammentare ai ricorrenti che potranno effettuare le osservazioni e trasmettere i documenti integrativi almeno 5 giorni prima dell’udienza esclusivamente a mezzo della posta elettronica certificata (come per la presentazione delle domande);

b)    comunicare ai ricorrenti il codice per l’accesso all’area riservata del sito web del Tribunale con l’avviso che potranno ivi consultare tutte le domande presentate con i relativi documenti.

La comunicazione, con le modalità sopra descritte, del progetto di stato passivo si applica ai fallimenti dichiarati dopo il 18 dicembre 2012 nonché a quelli dichiarati prima nei quali però, a tale data, non risulti ancora essere stata effettuata  la comunicazione ai creditori ai sensi dell’art. 92 l.f.

 

Con riguardo ai concordati preventivi, è previsto,ora, che:

–      entro 10 giorni dalla nomina , il Commissario Giudiziale debba comunicare al Registro delle Imprese, ai fini dell’iscrizione, il proprio indirizzo di posta elettronica certificata (PEC);

–      il Commissario, subito dopo la nomina, deve  comunicare all’indirizzo PEC dei creditori, se risultante dal Registro delle Imprese e/o dall’Istituendo Indice Nazionale degli indirizzi di Posta elettronica Certificata delle Imprese e dei Professionisti o altrimenti a mezzo lettera raccomandata o telefax, un avviso contente il suo indirizzo PEC, la data di convocazione dei creditori, la proposta di concordato, il decreto di ammissione, l’invito ai creditori a comunicare entro 15 giorni gli indirizzi PEC ai quali intendono  ricevere le  successive comunicazioni con l’avvertimento che, nell’ipotesi di omessa indicazione, esse saranno effettuate esclusivamente mediante deposito in cancelleria;

–      tutte le successive comunicazioni del commissario giudiziale ai creditori sono effettuate all’indirizzo PEC da essi indicati e, in caso, di mancata indicazione o di impossibilità di consegna del messaggio con tale modalità per cause imputabili al destinatario, esclusivamente mediante deposito in cancelleria;

–      in pendenza di procedura e fino a due anni dopo la chiusura della stessa, il commissario è tenuto a conservare tutti i messaggi inviati e ricevuti a mezzo PEC;

–      tra gli atti che il commissario deve comunicare all’indirizzo PEC dei creditori sono espressamente previsti la relazione ex art. 172 l.f., per il quale ora è fissato il termine di 10 gironi prima dell’adunanza, e il decreto di apertura del procedimento di revoca del concordato ex art. 173 l.f.;

–      nello stesso modo deve, nel caso di concordato con cessione dei beni, essere inviato il rapporto periodico sull’andamento della liquidazione.

Questa procedura si applica subito ai nuovi concordati preventivi introdotti a partire dal 19 dicembre 2012 nonché a quelli già aperti nei quali non sia stata ancora effettuata, alla data del 19 dicembre 2012, la comunicazione della data di adunanza.

Per i concordati già aperti nei quali la comunicazione della data dell’adunanza sia stata già effettuata alla predetta data, la nuova disciplina si applica invece a partire dal 31 ottobre 2013. In queste procedure il commissario deve comunicare a tutti i creditori, entro il 30 giugno 2013, il suo indirizzo PEC richiedendo ai destinatari di comunicare il proprio entro tre mesi. Ove i destinatari delle comunicazioni non provvedano nel termine del 31 ottobre 2013, tutte le comunicazioni ad essi destinati si perfezioneranno con il deposito in cancelleria senza ulteriori avvisi

Si rinvia al testo della circolare, con riguardo alla amministrazione straordinaria  e alla procedura di liquidazione coatta amministrativa.

(Luciana Cipolla – l.cipolla@lascalaw.com)

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