Ipoteca: tutto è immobile finché l’immobile rimane…immobile

La cessione del credito con funzione solutoria è mezzo anormale di pagamento salvo…

…il caso in cui la cessione sia stata concretamente prevista come mezzo di estinzione contestuale al sorgere del credito, al cui specifico soddisfacimento veniva destinata.

Con la sentenza in commento i Giudici di legittimità, cassando con rinvio la sentenza impugnata resa dalla Corte di Appello di Torino, hanno ribadito il loro consolidato orientamento (ex multis: Cass., 20 settembre 2013, n. 21610; Cass., 29 luglio 2009, n. 17683) per cui la cessione di credito, quando “effettuata in funzione solutoria di un debito scaduto ed esigibile, si caratterizza come anomala rispetto al pagamento effettuato in danaro od altri titoli di credito equivalenti, in quanto il relativo processo satisfattorio non è usuale, alla stregua delle ordinarie transazioni commerciali

In riforma della pronuncia emessa in primo grado, la Corte piemontese aveva escluso la revocabilità ex art. 67 L.F. di due cessioni di credito pro solvendo poste in essere dalla società poi fallita in favore della Banca all’epoca creditrice.

Il Fallimento ricorrente ha contestato il fatto che i Giudici dell’appello avevano negato che tali cessioni costituissero mezzi anormali di pagamento, trascurando come invece queste, nel caso concreto, non fossero contestuali a nuove erogazioni di credito da parte della Banca, ma fossero state poste in essere al fine di ripianare una esposizione debitoria da sconfinamento di conto corrente, preesistente e scaduta.

La sentenza impugnata da un lato rilevava che le cessioni in questione avevano funzione solutoria e di ripianamento del debito già in essere.

D’altro lato ne escludeva il carattere di anormalità sulla base dell’assunto per cui le cessioni di credito non avevano carattere straordinario, in quanto si inserivano in modo del tutto normale nel quadro degli affidamenti concessi alla società fallita.

La Corte di Cassazione ha affermato che tale ultimo assunto si rivela estraneo alla nozione di pagamento anormale di cui all’art. 67, comma 1, n. 2 L.F..

Infatti, la cessione di credito posta in essere in funzione solutoria di un debito scaduto ed esigibile, rispetto al pagamento con denaro o altri titoli equivalenti, non può che qualificarsi come anomala considerata la sua non riconducibilità al regolare schema delle transazioni commerciali.

Tuttavia, i Giudici di legittimità aggiungono che resta salva l’ipotesi in cui la cessione sia stata nel concreto prevista come mezzo di estinzione contestuale al sorgere del credito, al cui specifico soddisfacimento veniva destinata.

Cass., Sez. I Civ., 2 novembre 2017, n. 26063

Luca Scaccaglia – l.scaccaglia@lascalaw.com

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