Contenzioso finanziario

La categoria dell’operatore qualificato in relazione ad investitori persone fisiche

Cass., Sez. I, 27 ottobre 2015, n. 21887 (leggi la sentenza)

La Suprema Corte, con sentenza n. 21887/2015, si è pronunciata in merito ai requisiti funzionali all’attribuzione dello status di operatore qualificato (di cui all’art. 31 del regolamento Consob n. 11522 del 1998) all’investitore persona fisica, che abbia solida e prolungata esperienza lavorativa nel settore dei prodotti finanziari (cassando l’impugnata pronuncia della Corte d’Appello di Roma).

La Corte territoriale aveva ritenuto la Banca inadempiente agli obblighi informativi sanciti dagli artt. 21 e ss TUF e 27 e ss del Regolamento Consob citato, in ragione della ritenuta attribuzione della veste di “operatore qualificato” in capo alla cliente, in mancanza di una necessaria elencazione e documentazione ad hoc circa l’esistenza dei requisiti di professionalità previsti dal citato Regolamento (art. 31).

Al contrario, secondo l’adito Collegio, “tale norma non menziona l’esigenza di una espressa dichiarazione scritta del cliente persona fisica circa la sussistenza dei requisiti di operatore qualificato, contenendo la diversa previsione secondo cui tali soggetti “documentino il possesso dei requisiti di professionalità”. La previsione [omissis] deve essere interpretata [omissis] nel senso che l’intermediario finanziario possa apprendere anche senza una formale dichiarazione scritta del cliente, ma mediante qualsiasi altro mezzo, idoneo a rendere ciò noto all’intermediario, la sussistenza di quei requisiti che lo esonerano (salvo diverso accordo tra le parti) dall’applicazione della disciplina di protezione all’investitore”.

Pertanto, diversamente da quanto richiesto per le persone giuridiche – per cui è sempre necessaria una dichiarazione scritta del cliente (c.d. autoreferenziale) – per l’investitore persona fisica “l’accento è posto [omissis] direttamente sul possesso delle effettive qualità, che vanno rese note (“documentino”) all’intermediario”, imponendo il regolamento Consob n. 16190 del 2007 “la “valutazione” della competenza ed esperienza del cliente, con il più congruo utilizzo di un termine di valenza generale, che compie implicito riferimento a qualsiasi mezzo per accertare e ponderare le caratteristiche di quell’investitore”.

In conclusione, la Corte di Cassazione, alla luce delle suesposte argomentazioni ha, così, pronunciato il seguente principio di diritto: “L’art. 31 del regolamento Consob n. 11522 del 1998, il quale prevede che gli investitori persone fisiche rientrino nella categoria degli “operatori qualificati” ove “documentino il possesso dei requisiti di professionalità” stabiliti per gli esponenti aziendali delle società di intermediazione mobiliare, presuppone la volontà del cliente, manifestata in modo espresso o tacito, ad essere così considerato ed impone all’intermediario di accertare, al momento dell’instaurazione del rapporto, il pregresso svolgimento di quei ruoli e compiti da parte dell’investitore per il periodo minimo indicato, non obbligando peraltro l’intermediario a limitarsi, all’uopo, esclusivamente alla documentazione fornita dal cliente, ma ammettendo altri mezzi di conoscenza, forniti o no dal cliente stesso, idonei ad attestarne le peculiari qualità”.

11 novembre 2015

Paolo Francesco Brunop.bruno@lascalaw.com

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