Omessa dichiarazione: per la punibilità del prestanome è necessario che questi persegua il dolo specifico

La bancarotta fraudolenta patrimoniale non sussiste senza pericolo di un’effettiva dimunizione delle garanzie patrimoniali

Nel caso di bancarotta fraudolenta patrimoniale la condotta addebitata deve essere almeno in grado di mettere in pericolo la garanzia costituita dal patrimonio della società e non deve essere giustificata da una scelta gestionale che sia compatibile con la logica d’impresa.

La Corte d’appello di Napoli confermava la sentenza di primo grado che aveva ritenuto colpevoli i ricorrenti per i reati di bancarotta fraudolenta patrimoniale e di cagionamento del fallimento per effetto di operazioni dolose commesse nelle loro rispettive qualità di amministratore delegato e presidente del consiglio di amministrazione della società dichiarata fallita.

Avverso tale sentenza gli imputati proponevano specifico gravame, eccependo che l’operazione di cessione/acquisizione di beni, oggetto di contestazione e qualificata come dolosa, in realtà avesse generato una cospicua plusvalenza.

La Corte Suprema riteneva di dover accogliere il motivo di doglianza sulla scorta del consolidato orientamento giurisprudenziale secondo cui “ai fini della configurabilità del delitto di bancarotta patrimoniale, è necessario che la condotta addebitata sia in grado di determinare quantomeno il pericolo di un’effettiva diminuzione della garanzia patrimoniale che non trovi una sua giustificazione in una scelta gestionale compatibile con la logica d’impresa.”. Ciò che le norme in tema di bancarotta fraudolenta intendono tutelare  è l’interesse dei creditori alla conservazione della garanzia costituita dal patrimonio della società che, perché si possa parlare di condotta criminale, deve essere aggredito attraverso modalità selezionate quali la distrazione, la dissipazione e l’occultamento e non possono costituire oggetto di disvalore penale le scelte imprenditoriali dannose in sé che eventualmente potranno assumere rilevanza come ipotesi di bancarotta semplice.

Quando, come nel caso in esame, si verifica una trasformazione di beni del patrimonio sociale, perché l’operazione rivesta le caratteristiche tipiche della bancarotta fraudolenta patrimoniale “è necessario che l’operazione non avvenga nel rispetto dei valori di mercato ovvero che la stessa sia funzionale a rendere più difficoltosa la futura liquidazione del patrimonio (ad esempio perché il bene su cui si è investito è di realizzo problematico).”.

La Corte suprema ha ritenuto non sussistente la fattispecie contestata e ha, pertanto, provveduto ad annullare la sentenza, in ordine alla specifica doglianza, rinviando ad altra sezione della Corte territoriale competente per le determinazioni del caso.

Cass., V Sez., 18 ottobre 2016, n. 44103 (leggi la sentenza)

Fabrizio Manganiellof.manganiello@lascalaw.com

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