Omessa dichiarazione: per la punibilità del prestanome è necessario che questi persegua il dolo specifico

Il dolo generico e la bancarotta fraudolenta

Nel caso di bancarotta fraudolenta documentale di cui alla seconda ipotesi dell’art. 216 comma 1° n. 2 è necessario sussista il dolo generico e non quello specifico ovverossia la consapevolezza che la tenuta della contabilità in modo non ordinato potrà rendere o renderà impossibile la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari.

La Corte d’Appello di Napoli riformava la sentenza del Giudice di prime cure per i reati di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale e previa concessione delle attenuanti generiche, riduceva la pena dell’imputato confermando nel resto l’appellata sentenza.

Il difensore dell’imputato proponeva ricorso per cassazione deducendo, quale specifico motivo di doglianza, in punto di bancarotta fraudolenta documentale, l’assenza dell’elemento psicologico, posto che l’imputato non aveva volontariamente tenuto la contabilità in modo da non consentire la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari.

La Corte Suprema rilevava l’infondatezza della censura in esame posto sia che i giudici di merito avevano correttamente rilevato come non fossero state rinvenute le scritture contabili e l’imputato, in qualità di imprenditore individuale, era perfettamente consapevole di tale specifico obbligo finalizzato alla tutela della massa dei creditori, sia che, per quanto concerne il dolo, per la sussistenza del reato di bancarotta fraudolenta documentale di cui alla seconda ipotesi dell’art. 216 comma 1° n. 2, è sufficiente il dolo generico, e quindi la sola “consapevolezza che la confusa tenuta della contabilità renderà o potrà rendere impossibile la ricostruzione delle vicende del patrimonio, in quanto la locuzione in guisa da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio o del movimento degli affari connota la condotta e non la volontà dell’agente, sicchè è da escludere che essa configuri il dolo specifico”.

Cass., V Sez. Pen., 10 ottobre 2016, n. 42753 (leggi la sentenza)

Fabrizio Manganiellof.manganiello@lascalaw.com

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