Contratti Bancari

La Banca non può sottrarsi all’onere di provare il proprio credito invocando l’insussistenza dell’obbligo di conservare le scritture contabili per un decennio

Cass., 26 gennaio 2011, Sez. I, n. 1824

Nei rapporti bancari in conto corrente, la banca non può sottrarsi all'onere di provare il proprio credito invocando l'insussistenza dell'obbligo di conservare le scritture contabili oltre dieci anni dalla data dell'ultima registrazione: infatti, la ratio di tale obbligo va individuata nell'esistenza di assicurare una più penetrante tutela dei terzi estranei all'attività imprenditoriale rispetto a un'eventuale posizione creditoria da essi fatta valere ovvero a una contestazione sollevata (circostanza da cui dicende che un eventuale inadempimento al riguardo dell'imprenditore può rilevare ai sensi dell'art. 1375 c.c.), mentre il fatto che sia previsto l'obbligo di conservazione per un periodo di tempo limitato significa soltanto che l'imprenditore non può essere chiamato a rispondere sotto alcun profilo della mancata conservazione delle dette scritture per un periodo di tempo più ampio, non potendo, invece, certamente comportare che l'inesistenza di detto obbligo per il decorso del tempo possa determinare una condizione di favore, sollevandolo dall'onere della prova del credito vantato.

(Leggi la sentenza per esteso)

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