Il Manuale Utente delle comunicazioni oggettive

La Banca d’Italia interviene sui profili di rischio per i servicers nelle cartolarizzazioni

Con la comunicazione dell’11 novembre 2021 la Banca d’Italia ha trasmesso una serie di raccomandazioni ai servicers bancari e finanziari, impegnati nelle operazioni di cartolarizzazione, per lo svolgimento della loro attività.

Com’è noto, l’attività di servicing in operazioni di cartolarizzazione è disciplinata dalla l. n. 130/1999, che riserva a banche e intermediari finanziari ex art. 106 TUB la riscossione dei crediti ceduti e i servizi di cassa e pagamento (art. 2, comma 3), nonché le verifiche di conformità delle operazioni alla legge e ai prospetti informativi (art. 2, comma 6 bis).

La scelta di rimettere a banche e intermediari finanziari i compiti di servicing nelle cartolarizzazioni risponde all’esigenza di assicurare un effettivo presidio di conformità su tali operazioni, mediante il coinvolgimento diretto di soggetti sottoposti alla vigilanza della Banca d’Italia e specializzati nella gestione dei crediti e dei flussi di pagamento.

Nella pratica, però, si è osservata la diffusione di prassi che potrebbero in teoria non essere coerenti con tale obiettivo. In particolare, in diverse operazioni si è assistito a una diversificazione tra il c.d. master servicer, banca o intermediario finanziario, responsabile dei soli compiti di vigilanza (non delegabili) e il c.d. special servicer che, non soggetto alla vigilanza della Banca d’Italia ma dotato della licenza di recupero stragiudiziale dei crediti ex art. 115 TULPS, svolge solo questa attività.

Secondo la Banca d’Italia tale tendenza, sebbene perfettamente lecita, rischierebbe però di limitare l’azione dell’attività di vigilanza, oltre a creare incertezze nell’individuazione del perimetro delle responsabilità nell’ambito della gestione del portafoglio, soprattutto nel caso in cui l’attività di recupero dei crediti non produca i risultati immaginati. Ciò varrebbe soprattutto per i servicers di ridotte dimensioni, privi di una struttura interna che assicuri loro un effettivo monitoraggio continuo delle performance di recupero.

La preoccupazione maggiore della Banca d’Italia riguarda soprattutto le operazioni di cartolarizzazione riguardanti crediti non performing assistite dalla garanzia statale (la c.d. GACS), per l’evidente esigenza di salvaguardia di interessi pubblici.

Date tali premesse, le raccomandazioni della Banca d’Italia si pongono anzitutto nel senso di rafforzare la posizione dei servicers vigilati, che restano i soggetti che devono offrire all’organo di vigilanza una visione unitaria delle operazioni gestite. Ciò indipendentemente al contenuto degli accordi fra i soggetti coinvolti nelle stesse operazioni.

A questo proposito la Banca d’Italia sottolinea «che qualunque soluzione adottata non può portare, in ogni caso, a fenomeni di depotenziamento del ruolo del servicer e a conseguenti approcci minimali nella definizione di assetti e procedure interne». Si rivolge, quindi, l’invito ai«servicers vigilati a porre la massima attenzione alla valutazione delle conseguenze che tali schemi operativi determinano sui propri profili di responsabilità e di rischio e, in generale, sulla trasparenza e l’affidabilità del mercato delle cartolarizzazioni».

Particolare attenzione viene, poi, posta sulla «necessità che i servicers si adoperino fin da subito per assicurare assetti organizzativi e di controllo coerenti con il ruolo assegnatogli dal legislatore, promuovendo un modello di attività che garantisca una partecipazione consapevole e continua a tutte le dinamiche afferenti la gestione dei crediti cartolarizzati». In merito a ciò si richiede loro, per esempio, di attivarsi «prontamente nei confronti degli special servicers in presenza di situazioni di anomalia e di andamenti negativi nei flussi di recupero rispetto alle previsioni dei business plan».

Infine, più in generale, si raccomanda agli organi aziendali dei servicers di «farsi promotori attivi di una rinnovata e rafforzata percezione del ruolo e delle responsabilità dell’azienda, assicurando un adeguato grado di enforcement a tutti i livelli dell’organizzazione coinvolti nel monitoraggio delle operazioni di cartolarizzazioni gestite e nel presidio dei rischi sottesi».

Sempre nell’ottica di rendere disponibili all’organo di vigilanza dati aggiornati e confrontabili sull’andamento delle singole operazioni, la Banca d’Italia ha altresì integrato il set informativo periodico che i servicers sono chiamati a trasmettere.

Simone Mascelloni – s.mascelloni@lascalaw.com

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