Causa infondata, la responsabilità è aggravata

L’ISC non è una condizione contrattuale

Il Tribunale di Bergamo, con la sentenza n. 1667, ha aderito all’orientamento maggioritario secondo il quale l’indicazione errata o l’omissione dell’ISC non determinano la nullità parziale o integrale del contratto di mutuo.

Il Giudice, pertanto, ha rigettato le domande di parte attrice di declaratoria di nullità parziale del mutuo e di conseguente applicazione dei tassi sostitutivi, in ragione dell’erronea indicazione dell’ISC ed ai sensi dell’art. 117 TUB.

La giurisprudenza maggioritaria, infatti, conformemente al tenore dell’art. 1367 c.c. e dell’art. 117 TUB, assume che l’erronea o omessa “indicazione (…) dell’indicatore sintetico di costo non ne inficia la validità, costituendo quest’ultimo, al pari del documento di sintesi, uno strumento di carattere informativo”.

Secondo il Tribunale di Bergamo, infatti, anche “ipotizzando un ISC erroneamente computato, ciò non può determinare la nullità neanche parziale del contratto di mutuo per il quale i tassi e le successive condizioni onerose sono determinate pattiziamente”.

Inoltre, viene precisato che la disposizione dell’art.117 comma 6 TUB, laddove sancisce la nullità delle clausole contrattuali che “prevedono tassi, prezzi e condizioni più sfavorevoli per i clienti di quelli pubblicizzati”, non si applica all’ISC: tale indicatore, infatti, non incidendo sul contenuto della prestazione a carico del mutuatario ovvero sulla determinatezza o determinabilità dell’oggetto contrattuale, non ha un contenuto precettivo e regolamentare nel negozio concluso.

L’ISC ha mera valenza di sintesi espositiva e non di autonoma fonte di obbligazioni

Infine il Tribunale, contestando la deduzione della parte mutuataria circa l’applicazione di “un indicatore sintetico di costo inferiore rispetto a quello effettivamente applicato” afferma che “non è l’ISC ad essere “applicato”, cioè a definire l’assetto delle obbligazioni contrattuali tra le parti, ma, al contrario, concorrono a ciò le restanti clausole negoziali e di cui l’ISC è un mero dato numerico di sintesi ed ex se asignificativo ai fini degli effetti giuridici del contratto e dell’art. 1374 c.c.”.

Alla luce delle deduzioni svolte, il Tribunale è fermo nel ritenere che l’ISC, quale indicatore di costo che sintetizza il costo del finanziamento, non possa essere considerato una “condizione contrattuale” negoziata dalle parti.

Tribunale di Bergamo, 16 luglio 2019, n. 1667

Francesca Schiavon – f.schiavon@lascalaw.com

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