Indeterminatezza del tasso, il contratto è comunque salvo

Istruzioni di Banca d’Italia e altre formule a confronto

La pretesa di calcolare il Tasso Effettivo Globale sulla base di formule differenti da quelle adottate dalla Banca d’Italia determina l’inattendibilità dei conteggi così redatti, in quanto basati su dati incongruenti.

Nonostante l’orientamento ormai pressoché unanime della giurisprudenza, nelle cause promosse per far accertare la presunta usurarietà dei tassi applicati dagli Istituti di Credito, i periti della clientela bancaria continuano a sostenere l’irrilevanza delle Istruzioni dettate in materia da Banca d’Italia, invocando di contro l’applicazione di formule differenti.

Il Tribunale di Milano, per l’ennesima volta, ha ribadito l’illogicità di tale scelta, perché porta ad effettuare un raffronto tra dati non omogenei.

Chiara è la motivazione del Giudice: “Senza, infatti, voler attribuire alcuna valenza normativa alle Circolari della Banca d’Italia, rimane comunque il fatto che il raffronto tra il TEG e il Tasso Soglia in tanto ha una sua logica e può considerarsi espressione di un procedimento corretto, in quanto il primo venga determinato in forza delle stesse formule matematiche utilizzate per determinare il TEGM e, conseguentemente, il Tasso Soglia, pena, diversamente ragionando, procedere a una comparazione di valori tra loro disomogenei, con conseguente risultato palesemente inattendibile e fine a se stesso (Cass. 12965/2016). Tale principio oggi ha trovato ulteriore e definitiva consacrazione per effetto della pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (sentenza n. 16303/0018)”.

In particolare, il Tribunale ha evidenziato come sia erroneo prendere in considerazione, ai fini del calcolo dell’usura, anche la penale pattuita per il caso di anticipata estinzione del rapporto di mutuo. La stessa, infatti, non può considerarsi un onere collegato all’erogazione del credito, poiché attiene ad una fase successiva ed eventuale, essendo finalizzata a “indennizzare la parte mutuante della perdita di lucro discendente dalla mancata corresponsione degli interessi originariamente programmati con il piano di ammortamento poi disatteso per effetto della anticipata risoluzione. Coerentemente, quindi, la stessa Banca d’Italia nelle proprie istruzioni in materia di determinazione del TEGM ha precisato di non ricomprendere tale onere ai fini della rilevazione dell’usura”.

Conseguentemente, le domande di parte attrice sono state integralmente rigettate, senza necessità di far svolgere una consulenza tecnica d’ufficio, ritenuta dal Giudice superflua.

Tribunale di Milano, 14.06.2019, n. 5792

Simona Daminelli – s.daminelli@lascalaw.com

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