Divieto di acquisto in asta: quali i soggetti coinvolti?

Istanza di assegnazione: il termine per depositarla è ordinatorio!

Il Tribunale di Varese ha avuto modo di affrontare la questione relativa alla natura del termine per la presentazione dell’istanza di assegnazione, qualificando lo stesso come meramente ordinatorio.

La problematica in esame è già stata oggetto di numerose pronunce, sino ad oggi non di segno univoco. Secondo parte della giurisprudenza, infatti, l’interpretazione sistematica delle norme e l’assunto della eterogeneità dell’istanza di assegnazione rispetto all’offerta di acquisto portano a ritenere che il termine debba considerarsi perentorio, avendo la funzione di rendere l’istanza di assegnazione conoscibile alla platea dei possibili e successivi offerenti. Con questa impostazione, fondamentalmente, non verrebbe leso il diritto dell’offerente di presentare un’offerta inferiore al prezzo base determinato dall’art. 568 c.p.c. o al prezzo ribassato a seguito di successivi esperimenti di vendita.

Altre pronunce, invece, ritengono che il termine debba considerarsi meramente ordinatorio. A sostegno di questa diversa tesi, soccorre in primo luogo il dato letterale dell’art. 588 c.p.c. ove non è previsto espressamente che tale termine sia sottoposto a decadenza. In secondo luogo, viene evidenziato come nessun tipo di danno subisce in concreto chi partecipa ad una gara in cui è stata presentata un’istanza di assegnazione in quanto ogni possibile offerente dovrebbe essere già conscio della possibilità per il creditore di proporre tale istanza. Ciascun offerente, infatti, qualora volesse porsi al riparo da un’eventuale assegnazione, ben potrà formulare un’offerta di acquisto pari o superiore al prezzo base d’asta.

Le medesime pronunce, poi, rilevano che la problematica in esame non acquista alcun rilievo nel caso in cui dovessero esservi più offerenti in quanto in tale ipotesi si apre tra questi ultimi la gara ed il prezzo offerto potrà agevolmente superare il prezzo base con i singoli rilanci.

Il Tribunale di Varese, in persona del G.E. Dott.ssa D’Angelo, con l’ordinanza del 13 luglio, ha aderito a quest’ultima impostazione, evidenziando che la stessa è quella che permette di perseguire il risultato economicamente più vantaggioso per la procedura esecutiva.

Tribunale di Varese, ordinanza del 13 luglio 2019

Mirko La Cara – m.lacara@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Procedimento esecutivo e tipicità delle cause di sospensione

L’instaurazione di un giudizio avente ad oggetto una querela di falso non costituisce causa di sos...

Diritto dell'Esecuzione Forzata

Che reclamo fai se l’ordinanza non ce l’hai?

Il provvedimento emesso dal giudice dell’esecuzione, a seguito di opposizione e contestuale richie...

Diritto dell'Esecuzione Forzata

Abusi edilizi, la patata bollente “passa” all’acquirente

“Il creditore ipotecario può espropriare i beni vincolati a garanzia del suo credito nei confront...

Diritto dell'Esecuzione Forzata