Ipoteca: tutto è immobile finché l’immobile rimane…immobile

Ipoteca: tutto è immobile finché l’immobile rimane…immobile

Nell’ambito delle procedure di sovraindebitamento della Legge n. 3/2012, anche in presenza di offerte di acquisto degli immobili dei debitori, il Giudice non può disporre la cancellazione dei gravami fintanto che l’atto dispositivo non si sia perfezionato.

Interessante pronuncia quella del Tribunale romagnolo, relativa ad un’istanza presentata dal Gestore della crisi da sovraindebitamento che domandava al Giudice di poter disporre la cancellazione dei gravami presenti su un’immobile. Il caso è quello di una procedura di Accordo con i creditori ai sensi degli articoli 10 e seguenti della L. n. 3/2012 già corredato dall’omologa. Nell’ambito dell’accordo, un terzo avanzava la propria offerta per l’acquisto di un’immobile di proprietà del debitore, immobile sul quale, tuttavia, gravavano non poche iscrizioni ipotecarie. In vista della stipula del contratto di mutuo da parte dell’acquirente, il Gestore della Crisi proponeva istanza al Giudice affinché disponesse la cancellazione di tutte le iscrizioni, in forza del comma terzo dell’art. 13, L. n. 3/2012.

Detta norma prevede che il Giudice, sentito il Liquidatore e verificata la conformità dell’atto dispositivo al contenuto dell’accordo, debba svincolare l’immobile in questione da tutte le formalità su di esso gravanti.

Ebbene, il Giudice del Tribunale rivierasco ci fornisce una lettura della norma restrittiva e nettamente aderente al dato letterale, ritenendo che l’articolo 13, ove impone di valutare che l’atto dispositivo sia in linea con il contenuto dell’accordo omologato, non consenta di poter procedere con la cancellazione delle ipoteche prima che si verifichi in necessario presupposto dell’effettivo perfezionamento di tale atto.

Così, ha, infatti deciso: “[…] l’art. 13, comma 3, L. n. 3 del 2012 non consenta al Giudice di Autorizzare lo svincolo delle somme e la cancellazione delle trascrizioni e iscrizioni prima che l’atto dispositivo sia compiuto (atteso che la norma, laddove fa riferimento alla “conformità dell’atto dispositivo all’accordo” e allo “svincolo delle somme”, assume come presupposto della disciplina la circostanza che l’atto dispositivo sia già stato posto in essere)”.

La conclusione che appare è evidente è che tale decisione risulta coerente con il successivo comma 4 del nominato art. 13: gli atti dispositivi non in linea con il contenuto dell’accordo sono inopponibili ai creditori anteriori.

Il trasferimento rimarrebbe, pertanto, valido ma l’ipoteca non verrebbe cancellata.

Tribunale di Rimini, procedura di sovraindebitamento del 2 agosto 2019

Sacha Loforese – s.loforese@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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