L’interesse è concreto. Se non ripeti, che interesse c’è?

Invalidità delle delibere consiliari: divagazioni sul tema

La sentenza del Tribunale di Milano n. 2025 del 5 marzo 2020 (già commentata in precedenza in tema di “delibera di nomina dell’amministratore valida ma inefficace”) ha precisato che la disciplina dell’impugnabilità delle deliberazioni del consiglio di amministrazione dettata per le s.p.a. dall’art. 2388 c.c., si applica in via analogica anche alle s.r.l..

Viene così confermato l’orientamento della giurisprudenza, anche meneghina, che colma il vuoto normativo in tema di organizzazione dell’organo gestorio delle s.r.l. applicando la disciplina dettata dal codice civile per le s.p.a.; ciò “sia a fronte della lacuna della disciplina legale circa la complessiva regolamentazione dell’organo amministrativo delle s.r.l., sia in applicazione di un principio generale di sindacabilità della legittimità delle decisioni del consiglio di amministrazione di società di capitali”.

Tale pronuncia offre, dunque, lo spunto per svolgere alcune interessanti considerazioni connesse alla disciplina dell’impugnabilità delle delibere consiliari e che attengono, da un lato, alla verbalizzazione della decisione consiliare e, dall’altro, al dies a quo del termine per impugnare la delibera.

Come noto, innanzitutto, secondo l’art. 2388, comma 4°, c.c. possono essere impugnate – rispettivamente, dal collegio sindacale, dagli amministratori assenti o dissenzienti e dai soci i cui diritti siano stati lesi dalla delibera stessa – le deliberazioni che non siano state prese in conformità alla legge o allo statuto “entro novanta giorni dalla data della delibera”.

Sebbene, dunque, la verbalizzazione della decisione non sia richiesta dalla norma sopra richiamata, essa riveste un ruolo cruciale nel processo di formazione della volontà dell’organo in quanto, solo certificando e documentando la stessa, è possibile “cristallizzare” le motivazioni della decisione, gli interventi dei presenti ed attestare, insomma, lo svolgimento dell’attività collegiale. Peraltro, poiché la verbalizzazione è evidentemente funzionale ad una corretta applicazione della disciplina di cui all’art. 2388 c.c., appare opportuno e consigliabile inserire in statuto una clausola che imponga la verbalizzazione delle delibere consiliari (Consiglio Nazionale del Notariato, Quesito di Impresa n- 253-2008/I).

Venendo, invece, ai tempi di redazione del verbale, è ammessa – così come avviene per le delibere assembleari (si veda art. 2375 c.c. “il verbale delle delibere assembleari delle s.p.a.”) – una verbalizzazione non contestuale e dunque successiva, ma è richiesta l’indicazione nel verbale non solo della data di svolgimento della riunione, ma anche della data di redazione e sottoscrizione del verbale stesso.

Ciò posto, sulla base di quanto previsto agli articoli 2375 c.c., e 2481 c.c. (relativo alla delibera di aumento di capitale delegato), si ritiene in ogni caso che la verbalizzazione della decisione e dunque l’ultimazione del verbale non possa legittimamente protrarsi per un periodo di tempo ingiustificato e debba essere tempestiva e “senza indugio” (cfr. Massime Consiglio Notarile di Milano n. VIII e n. 45).

Ad eccezione, dunque, delle delibere soggette ad iscrizione al registro imprese, nelle altre ipotesi, – in forza di un’applicazione analogica di quanto previsto dall’art. 2379 bis c.c. (“sanatoria di nullità”) – si ritiene che il termine ultimo per la verbalizzazione tardiva coincida con l’inizio della riunione successiva (SALA, Art. 2379 bis c.c., in Le società per azioni codice civile e norme complementari, diretto da Abbadessa e Portale, t. 1, 1133 e segg.). Ciò porta anche a ritenere che l’inserimento dell’approvazione del verbale della seduta precedente come ordine del giorno della seduta successiva non sia ammissibile.

Stando così le cose, è evidente che la mancata tempestività della verbalizzazione metterebbe in pericolo l’affidamento sulla memoria e sulle capacità del verbalizzante, e quindi la stessa fedeltà del verbale e pregiudicherebbe il diritto di impugnare la delibera da parte di tutti i legittimati (amministratori assenti e dissenzienti, sindaci ed il socio che si consideri leso dalla decisione assunta).

A tale ultimo riguardo, l’art. 2388 c.c. prevede come termine di decadenza 90 giorni dalla “data della deliberazione”: la lettera della norma induce, dunque, a ritenere che, qualora la verbalizzazione non sia contestuale all’adozione della delibera, il termine suddetto decorra comunque dalla data di quest’ultima.

Una simile rigidità trova giustificazione nel duplice dovere di amministratori e sindaci di partecipare alle riunioni e di agire in modo informato (o, comunque, di informarsi sugli esiti della riunione in caso di assenza).

Più dibattuto, invece, è la decorrenza del termine per impugnare da parte del socio, tanto più se questi non partecipi all’attività deliberativa dell’organo amministrativo (non essendo membro del consiglio di amministrazione). In tal caso, infatti, deve escludersi che l’art. 2388 c.c. trovi integrale applicazione, poiché spesso il socio ignora la delibera e potrebbe venirne a conoscenza oltre la data di adozione della stessa.

In base all’opinione prevalente, il termine dovrebbe decorrere dalla data di iscrizione (se prevista) della delibera nel registro delle imprese ovvero, qualora tale adempimento non sia richiesto in ragione dell’oggetto della delibera, dal momento in cui il socio abbia acquisito compiuta conoscenza della medesima e sia in condizione di valutare se essa sia lesiva dei suoi interessi (Tribunale Como, 8 febbraio 2001, in G. it. 01, c. 2105; Pinto, Art. 2388, in Commentario romano al nuovo diritto delle società, diretto da D’Alessandro, 2, t. 2, Piccin, 2011).

Diversamente ragionando, dovrebbe ammettersi il diritto del socio di s.p.a. di ispezionare il libro verbali delle riunioni del consiglio di amministrazione, almeno limitatamente a quelli che hanno deliberato su di un suo diritto.

Trib. Milano, Sez. Impresa, 5 marzo 2020, n. 2025

Maria Giulia Furlanetto – m.furlanetto@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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