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Invalidità della scissione negativa. Sanatoria per mancata opposizione dei creditori

Cass., 20 novembre 2013, n. 26043 (leggi la sentenza)

Nella sentenza n. 26043 del 20 novembre 2013, la Corte di Cassazione affronta – in particolare – l’interessante tema della scissione c.d. negativa e delle connesse conseguenze in tema, tra l’altro, di valutazione dello stato di insolvenza e di imputazione delle obbligazioni tra società scissa e beneficiaria.

Tale tipologia di scissione – che ricorre allorquando il valore reale del patrimonio netto attributo alla società beneficiaria è negativo – deve ritenersi, ad avviso dei giudici di legittimità, non consentita e, quindi, invalida.  Questo, sulla base del presupposto per cui, non potendo sussistere in un’operazione straordinaria di tal fatta alcun valore di cambio e, conseguentemente, non potendosi procedere ad una distribuzione di azioni a favore dei soci della società scissa, verrebbero meno i caratteri e le finalità tipiche della scissione. (Nel caso di specie, la Suprema Corte ha ritenuto che lo scopo sotteso all’operazione straordinaria de qua fosse quello di attribuire alla scissa un apparente stato di solvibilità).

Tuttavia, i giudici di piazza Cavour precisano che dopo il decorso – senza opposizione da parte dei creditori – del termine di sessanta giorni dall’iscrizione nel registro imprese e dopo l’iscrizione dell’ultimo atto della scissione nel registro imprese, l’invalidità della scissione negativa non può comunque farsi valere in ossequio a quanto stabilito dall’articolo 2504quater richiamato dall’art. 2506 ter Cod. Civ.

Conseguentemente – prosegue la Corte – producendosi gli effetti di cui al disposto dell’art. 2506 quater, 3 comma, Cod. Civ. l’insolvenza della società scissa e quella della beneficiaria vanno valutate separatamente, tenendo conto quindi delle poste patrimoniali di ciascuna società nonché dei limiti di responsabilità in relazione, rispettivamente, alle obbligazioni transitate nel patrimonio della beneficiaria e quelle rimaste in capo alla scissa.

15 ottobre 2014

Giada Salvini – g.salvini@lascalaw.com

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