Diritto dell'Esecuzione Forzata

Interessi moratori ed interessi corrispettivi nel contratto di mutuo. Superamento del tasso soglia

 Tribunale di Taranto, 17 ottobre 2014

L’ordinanza ex art. 702 bis del 17.10.2014 emessa dal Tribunale di Taranto, Giudice estensore dott. Claudio Casarano, chiarisce e limita gli effetti della nota sentenza n. 350/2013 della Corte di Cassazione relativamente all’applicabilità del principio secondo il quale si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti a qualunque titolo, indipendentemente dal momento del loro pagamento.

Premesso che sono assoggettati alla sanzione prevista per l’usurarietà  anche gli interessi di mora, non può realizzarsi un’estensione automatica della sanzione applicabile  per il tasso moratorio anche al tasso corrispettivo. Come ribadito dall’ordinanza in esame ciò è giustificato dalla diversità causale delle due tipologie di interessi,: “quelli moratori assolvono ad una funzione risarcitoria forfetizzata e preventiva del danno da ritardo nel pagamento di una somma esigibile; quelli corrispettivi implicano la regolare esecuzione del rapporto e rappresentano il corrispettivo del prestito”. Non esiste un rapporto di presupposizione necessaria tra i due “tipi” di interessi, ragione per la quale l’invalidità che involga la clausola degli interessi moratori usurari non si estende alla clausola degli interessi corrispettivi leciti, che sono comunque dovuti cosicché si applicherà la disciplina generale applicabile in tema di nullità “parziale” ex art.1419 c.c., la quale non importa necessariamente la nullità dell’intero contratto. A ciò si aggiunge la considerazione sulla tassatività delle nullità, in virtù della quale non può affermarsi l’estensione della sanzione della nullità del tasso di mora usurario anche a quello corrispettivo (non usurario per definizione), in mancanza di un’apposita norma che la prescriva. Infine – conclude il Giudice – tale interpretazione è coerente con il disposto dell’art.1224 primo comma codice civile, ove si prevede che in mancanza di tasso di mora si applica quello corrispettivo o legale.

In virtù di tali argomentazioni, nel caso di specie affrontato dal Tribunale di Taranto, la domanda del mutuatario volta ad ottenere la restituzione del totale degli interessi convenzionali versati e unitamente a quelli che sarebbero stati versati fino all’esito del giudizio non ha trovato accoglimento.

5 dicembre 2014

Roberta Pisano – r.pisano@lascalaw.com

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