Diritto dell'Esecuzione Forzata

Interessi moratori e determinazione dell’usura nei contratti di mutuo

Trib. Padova, 13 gennaio 2016

Con  la sentenza oggetto del presente commento il Tribunale di Padova ha affrontato il tema della determinazione dell’usurarietà dei tassi di interesse moratorio pattuiti nei contratti di mutuo. Lo stesso ha affermato che la presenza di una clausola di salvaguardia che garantisce alla banca che il tasso di mora sia il tasso soglia arrotondato per difetto a favore del correntista impedisce ab origine che tale pattuizione possa sforare il tasso soglia usura. Di fatto, quindi, la presenza della clausola di salvaguardia esclude l’usurarietà dei tassi di mora.

Inoltre, il tribunale veneto, inserendosi nel solco di precedenti pronunce di Tribunali di merito, ribadisce come si stia affermando in giurisprudenza il principio per cui, per poter confrontare il tasso di mora, il quale non viene rilevato nell’ambito dei decreti ministeriali trimestrali, si deve necessariamente operare un aumento dei tassi trimestrali rilevati per la mora media rilevata da Bankitalia con un delta del 2,1%. È evidente che tale maggiorazione vada applicata per poter sopperire ad un vuoto normativo nonché alla mancata rilevazione trimestrale dei tassi medi di mora. Il giudice di merito ha infatti precisato che tale metodo costituisce un criterio omogeneo e ragionevole per poter verificare se il tasso di mora sia o meno usurario.

Inoltre, con la pronuncia in parola si occupa di una ulteriore importante tematica che è quella riguardante il metodo di ammortamento alla francese e le relative contestazioni afferenti l’anatocismo che vengono mosse allo stesso. Il Tribunale di Padova chiarisce che l’ammortamento alla francese non genera indebiti fenomeni anatocistici poiché la formula matematica che viene utilizzata è di capitalizzazione composta, ma questo non ha effetto sulla determinazione della quota interessi. Quest’ultima viene infatti correttamente calcolata sul debito residuo, e dunque soltanto sul capitale, di fatto escludendo la possibilità di anatocismo.

Nel caso di specie affrontato dal giudice di merito tutte le eccezioni relative proprio ad usurarietà e anatocismo sono state ritenute infondate sulla base delle suesposte considerazioni con il rigetto di tutte le domande di parte attrice e la condanna alle spese della parte mutuataria.

26 gennaio 2016

Stefano Scottis.scotti@lascalaw.com

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