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Interessi di mora usurari: mutuo oneroso si o no?

L’onerosità del mutuo va mantenuta e riconosciuta anche in presenza di interessi di mora usurari.

E’ quanto affermato dal Tribunale di Siracusa, che, chiamato a decidere il carattere usurario o meno degli interessi applicati ad un rapporto di mutuo, ha, difatti, ritenuto “che il superamento del tasso soglia per i soli interessi moratori non comporta la nullità dell’intera clausola di interesse, perché, se è vero che anche gli interessi moratori sono soggetti alla disciplina sull’usura, non è possibile accomunare interessi che hanno natura e funzioni diverse: in questo caso, sarà nulla (con riconduzione al tasso legale se usura originaria, al tasso soglia in caso di usura sopravvenuta) solo la clausola che prevede gli interessi moratori”.

Con tale decisione, il menzionato Giudicante si conforma all’orientamento espresso da quella parte della giurisprudenza, che ritiene che la conseguenza connessa all’eventuale riconoscimento di interessi moratori usurari non sia quella della conversione del mutuo da oneroso a gratuito, bensì la sola nullità della clausola degli interessi moratori. Il Tribunale, tuttavia – in ciò distinguendosi dalle altre pronunce – ha precisato che, qualora venga riscontrata usura, non si avrebbe un azzeramento degli interessi moratori, ma la riconduzione degli stessi, al tasso legale, in caso di usura originaria e, al tasso soglia, in caso di usura sopravvenuta, soluzione complessiva che scongiurerebbe “il rischio di premiare ed incentivare l’inadempimento, che costituisce pur sempre una mera eventualità patologica dello svolgimento del rapporto contrattuale e che potrebbe risultare addirittura conveniente, se si accede alla tesi della gratuità dell’intero negozio”.

Nonostante la decisione espressa dal Tribunale di Siracusa costituisca corretta espressione del principio generale in tema di nullità parziale ex art. 1419 cpv c.c. in forza del quale andrebbe sostituita solo la clausola nulla, ovvero, nel caso in specie, solo quella concernente gli interessi moratori, a parere della scrivente, la scelta giuridica effettuata “a monte”, ovvero quella di ritenere valutabile, ai fini del superamento del tasso soglia, anche il tasso di mora, risulta priva di base normativa.

Sul punto, l’esponente ritiene condivisibile, anche perché maggiormente rispettoso e garantista del dato normativo, l’orientamento espresso da altra giurisprudenza, secondo il quale ad oggi non è possibile una verifica in termini oggettivi del carattere usurario degli interessi moratori, – atteso che le rilevazioni dei Tassi Effettivi Globali Medi da parte di Bankitalia sono sempre state condotte avuto riguardo solo ai tassi corrispettivi, con la conseguenza che non è possibile raffrontare il tasso soglia, previsto e calcolato esclusivamente con riferimento agli interessi corrispettivi, con quelli moratori (si veda Tribunale di Milano, 29 novembre 2016; Tribunale di Milano, 29-01-2015; Tribunale di Varese, sentenza n. 431/2016).

Tribunale di Siracusa, 10 febbraio 2017, sentenza n. 235

Alessandra Sangrigoli a.sangrigoli@lascalaw.com

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