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Integrazione del contradditorio: conta chi è presente e non la qualifica che spende

Si intente rispettato il principio di integrità del contraddittorio, quando in un giudizio sia presente una parte in proprio, che andava citata anche in qualità di erede di un’altra parte.

Così ha chiarito la Seconda Sezione Civile della Corte di Cassazione, con sentenza n. 21620 del 28/07/2021, secondo la quale è superfluo un ordine di integrazione del contraddittorio rivolto a quelle medesime parti, già costituitesi nel giudizio, sol perché abbiamo acquisito la qualità di erede di un’altra parte deceduta.

Ciò che deve essere assicurato è il rispetto del principio dell’integrità del contraddittorio in chiave sostanziale, senza quindi formalismi legati alla sola formale assunzione della qualità di erede di tutti i soggetti nei cui diritti si subentra.

Nella sentenza presa in esame, non si discute sul fatto che il difetto di integrità del contraddittorio ben possa e debba essere rilevato anche d’ufficio, finanche in sede di legittimità, ma è necessario che tale difetto sussista in concreto, ossia che una parte necessaria per il corretto svolgimento del giudizio sia rimasta effettivamente estranea allo stesso.

Quanto sopra, come nel caso in esame, non accade laddove la parte sia comunque presente, sebbene non abbia inteso esplicitamente spendere anche la diversa qualità di erede di altro soggetto a sua volta parte necessaria del giudizio.

Nello stesso senso, anche precedenti pronunce, come Cass. n. 1613/2003 e Cass. n. 536/1981, hanno rimarcato la prevalenza sostanziale del principio di integrazione del contraddittorio, secondo cui, ove in sede di merito venga ordinata l’integrazione del contraddittorio, nei confronti dell’erede della parte defunta nel corso del giudizio, la circostanza che detto erede sia già costituito con comparsa, ancorché in proprio, rende superflua una nuova notificazione della citazione, in considerazione della conoscenza diretta di quel provvedimento.

Nel caso concreto, venivano citati in giudizio gli eredi di un soggetto deceduto senza figli né moglie, pertanto il fratello e le due sorelle.

Nelle more dello svolgimento dei vari gradi di giudizio, decedeva il fratello, così lasciando quali uniche eredi (di entrambi) le due sorelle.

Pertanto – nonostante quanto deciso in primo grado, ove si è ritenuto che occorresse integrare il contraddittorio, nei confronti degli eredi del secondo fratello defunto – la Corte di cassazione ha invece considerato legittima la pronuncia della Corte d’appello, che aveva poi confermato il rigetto dell’eccezione di estinzione del giudizio, per la mancata integrazione del contraddittorio, ordinata dal Tribunale.

Le sorelle nei cui confronti integrare il contraddittorio, infatti, erano già costituite nel giudizio e, secondo quanto richiamato e già statuito dalla Cass. n. 13411/2008, qualora una medesima persona fisica cumuli in sé la qualità di parte in proprio e quale erede di altro soggetto, non è necessario provvedere all’integrazione del contraddittorio nei suoi confronti, quale erede, ove la stessa sia già costituita in proprio, ravvisandosi nella specie l’unicità della parte in senso sostanziale.

Cass., Sez. II, Ord., 28 luglio 2021, n. 21620; Cass. n. 1613/2003;  Cass. n. 536/1981; Cass. n. 13411/2008; Cass. n. 6844/2012

Barbara Maltese  – b.maltese @lascalaw.com

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