Not in my name: il falsus procurator di società di capitali

Insolvenza prospettica, illustre sconosciuta

Il Tribunale di Milano, nell’ambito di un procedimento per la dichiarazione di fallimento, ha fornito dei chiarimenti in merito ai criteri di valutazione dell’insolvenza prospettica, creazione tutta dottrinale e giurisprudenziale.

Nel caso di specie, il creditore istante dopo aver illustrato le cause di insolvenza della società debitrice, invitava il Tribunale, ove non avesse ritenuto sussistente l’insolvenza attuale della società debitrice, a considerare una insolvenza prospettica, cioè imminente, in uno spaziotemporale inferiore all’anno. Il Tribunale ha precisato che le procedure concorsuali vanno intese non come semplici rimedi ex post a situazioni dannose ma come strumento di emersione tempestiva della crisi per ridurre al minimo l’impatto della stessa ed il pregiudizio delle ragioni creditorie. Con la conseguenza che si debba ricorrere ad una procedura che presuppone l’insolvenza non solamente in caso di insolvenza conclamata e risalente, ma anche quando essa si sta per manifestare all’esterno in tutta la sua gravità.

La irreversibilità della crisi si sostanzia in una previsione negativa sulla possibilità che i crediti dell’impresa possano trovare integrale soddisfazione. Sussiste, però una zona grigia, un momento in cui la crisi è solo intrinseca, e come fatto esterno non si manifesta ancora con inadempimenti o altri fatti esteriori. In questo caso è importante capire quando si è di fronte alla c.d. insolvenza prospettica e, invece, quando si è di fronte ad una sola crisi di varia entità. L’insolvenza prospettica è necessariamente legata ad un orizzonte temporale molto contenuto, perché quanto più la prognosi è lontana nel tempo, tanto più si possono inserire nel meccanismo imprenditoriale fattori nuovi ed imprevedibili.

Nel Codice della crisi e dell’insolvenza, che entrerà in vigore nell’agosto 2020, l’insolvenza prospettica viene individuata come una situazione di pericolo che giustifica la segnalazione interna affidata all’organo di controllo, o giustifica la segnalazione esterna affidata ai grandi creditori istituzionali. Le misure di allerta e le misure di prevenzione dell’insolvenza hanno, infatti, lo scopo di prevenire la situazione di crisi e non certo quello di consentire una declaratoria di fallimento indiscriminata di tutti coloro che, in prospettiva anche abbastanza prossima (sei mesi appunto), potrebbero non essere in grado di far fronte alle scadenze dei propri debiti programmati.

Alla luce di quanto sopra esposto, il Collegio ha ritenuto che il concetto di insolvenza prospettica debba essere valutato caso per caso con prudenza e tenendo conto della situazione di ogni singola impresa e della sua eventuale complessità.

Tribunale Milano, decreto del 3 ottobre 2019

Ilaria Termine – i.termine@lascalaw.com

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