Crisi e procedure concorsuali

Insinuazione supertardiva ammissibile se il curatore non ha avvisato il creditore

Cass., Sez. VI, 14 gennaio 2016, n. 535 (leggi la sentenza)

È consentita l’insinuazione al passivo oltre l’udienza di verifica dello stato passivo solo se il curatore non ha avvertito per tempo il creditore.

Così ha deciso la Corte di Cassazione, con sentenza n. 535 del 14/01/2016, stabilendo un vero e proprio principio di diritto nella legge fallimentare, secondo il quale costituisce causa non imputabile al creditore il mancato avviso del curatore di cui all’art. 92 della L. Fall.

Prosegue infatti la Corte che il termine di decadenza per la presentazione delle domande di insinuazione previsto dall’art. 101 L. Fall., non opera se il creditore dimostra che l’inosservanza del termine finale per la presentazione della domanda tardiva non sia imputabile al creditore stesso.

L’arresto in commento, confermato da numerose pronunce (Cass. Civ., Sez. I, n. 4310 del 19/03/2012 e Cass. Civ., sez. VI, n. 21316 del 20/10/2015) consente pertanto di rispondere all’annoso quesito circa l’ ammissibilità dell’istanza di insinuazione al passivo presentata oltre i termini di cui all’art. 101 L. Fall.

Partendo dal presupposto che è onere del curatore esaminare le scritture contabili ed avvertire i creditori dell’imprenditore dell’intervenuto fallimento entro trenta giorni prima dell’udienza di verifica dello stato passivo, la Corte ha infatti ritenuto che il mancato avviso di cui all’art. 92 L. Fall., integra una causa non imputabile al creditore per l’ammissibilità della domanda di insinuazione “supertardiva”.

La nota sentenza della Cassazione vedeva protagonista una società cha aveva depositato un ricorso per insinuazione “supertardivo”, rigettato dal Giudice delegato in quanto proposto oltre i termini di legge. La Corte, partendo dal presupposto che deve ritenersi presunzione iurus tantum la mancata conoscenza da parte del creditore della pendenza del fallimento, ha accolto il ricorso dell’istituto di credito, riconoscendo che tale presunzione integra una causa non imputabile del ritardo, ai fini dell’insinuazione supertardiva al passivo.

Quindi è da ritenere ammissibile la presentazione una domanda di insinuazione al passivo “supertardiva”, in ipotesi di mancata comunicazione da parte del curatore dell’avviso di cui all’art. 92 L. Fall., se il creditore dimostra che la tardività non è dipesa da una causa a lui non imputabile.

15 febbraio 2016

Vito Leporalev.leporale@lascalaw.com

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