Crisi e procedure concorsuali

Inopponibilita’ al fallimento del contratto privo di forma pubblica

Cass., 23 maggio 2013, Sez. II, n. 12595 (leggi la sentenza per esteso)

La Corte di Cassazione con sentenza n. 12595 del 23 Maggio 2013, confermando le precedenti statuizioni dei giudici di merito di primo e secondo grado, ha avuto modo di rilevare che un contratto privo di forma pubblica è inopponibile al fallimento anche se è stata trascritta, precedentemente alla dichiarazione di fallimento, la domanda giudiziale volta all’accertamento delle statuizioni previste nella scrittura privata.

Nel caso di specie il Sig. R. F. aveva acquistato una cantinola dalla società poi dichiarata fallita; l’atto con cui le parti concordavano lo scambio del bene era una scrittura privata   (avente natura definitiva, secondo i Giudici di merito, atteso che il possesso del bene era stato trasferito in capo all’acquirente) con cui le parti si limitavano a rinviare ad un secondo momento solo la stesura  in forma pubblica della stesso.

Non riuscendo ad ottenere tale  stesura, l’acquirente chiedeva l’accertamento dell’avvenuto perfezionamento del contratto al Tribunale, trascrivendo la domanda volta ad ottenere tale pronuncia.

La Suprema Corte, dopo aver rilevato l’esistenza di un giudicato esterno (i giudici di merito avevano infatti accertato che la proprietà del bene spettava al fallimento e che l’occupazione da parte del ricorrente era da ritenersi illegittima) precisa che tale contratto non è opponibile al fallimento in quanto privo del requisito della pubblicità.

Ad avviso del giudici di legittimità la trascrizione della domanda volta all’accertamento della situazione prevista nella scrittura non  può in alcun modo conferire il requisito della pubblicità richiesto ai fini dell’opponibilità dell’atto  al fallimento.

La scrittura privata stipulata in epoca anteriore alla data di dichiarazione di fallimento è inopponibile  al fallimento sia perché non trascritta ai sensi dell’art. 45 l.f.  sia perché la domanda di accertamento proposta successivamente dall’acquirente “non può produrre l’effetto di prenotazione in vista di una futura trascrizione della scrittura privata posta a fondamento della pretesa”.

 (Laura Martone – l. martone@lascalaw.com)

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