Un medico in famiglia…anche se vietato dal regolamento

Infortunio scolastico e responsabilità della scuola

Durante un torneo scolastico, uno dei giocatori cadeva a terra ed urtava la panchina posizionata all’interno del campo di gioco riportando lesioni. I genitori del ragazzo ricorrevano in giudizio al fine di ottenere il risarcimento dei danni subiti in conseguenza del sinistro nel quale era rimasto coinvolto il figlio.

Gli stessi si vedevano costretti ad impugnare la sentenza di primo grado e successivamente anche la sentenza della Corte di Appello, infine ricorrevano alla Cassazione Civile, lamentando che la corte di merito avesse “ritenuto non responsabile ex art. 2048 c.c. la controparte”, senza però considerare il mancato rispetto da parte dell’istituto scolastico di apposite e idonee cautele e protezioni relativamente alle panchine a bordo campo “atte ad evitare che il giovane, urtando, si procurasse lesioni”.

La Cassazione, con la recente ordinanza n. 9983 del 10 aprile in commento, si è uniformata all’interpretazione data dai giudici di merito, ritenendo che l’incidente fosse avvenuto per una “ragionevole causa fortuita, legata alle fisiologiche modalità di gioco”.

La Cassazione ha ribadito in sostanza il proprio orientamento in tema di infortunio scolastico ricordando che, per attribuire la responsabilità del risarcimento danni a carico della scuola, ex art. 2048 c.c., non è sufficiente il solo fatto di aver incluso nel programma della suddetta disciplina “incriminata” ed aver fatto svolgere agli studenti una gara sportiva, ma è altresì necessario che: a) il danno sia conseguenza del fatto illecito di altro studente impegnato nella gara e che b) la scuola non abbia predisposto tutte le misure idonee a evitare il fatto.

Per quanto concerne il primo presupposto, La Corte ha ribadito che “non sussiste responsabilità se le lesioni rappresentano la conseguenza di un atto posto in essere senza la volontà di ledere e senza la violazione delle regole dell’attività, nonché nelle ipotesi in cui in presenza di violazione delle regole proprie dell’attività sportiva specificamente svolta l’atto sia a questa connesso rientrando nell’alea normale della medesima”.

La Corte ha altresì evidenziato che la presenza della panchina all’interno del campo di gioco non era da considerarsi quale negligenza addebitabile alla scuola, in quanto notorio che i campi da gioco sono circondati da una o più panchine, pertanto la presenza delle stesse costituisce l’ordinario completamento del campo da gioco. Spetta dunque all’infortunato dare prova dell’illecito commesso da un altro studente e che invece incombe sulla scuola l’onere di predisporre tutte le cautele necessarie ad evitare il fatto.

La Corte, pertanto, ha respinto il ricorso ritenendo che il sinistro si è verificato con modalità tali da non poter essere impedito e rientrare nella alea normale dell’attività sportiva.

Cass., Sez. III Civ., 10 aprile 2019, n.9983

Lilia Cocchiaro

Valeria Bano – v.bano@lascalaw.com

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