La mediazione è obbligatoria anche per il fideiussore?

Inerzia non giustificata, improcedibilità pronunciata

Il Tribunale di Trapani, in una recente pronuncia, ha avuto modo di ribadire che, laddove la parte onerata di introdurre la mediazione non lo faccia entro la successiva udienza, fissata per la verifica dell’effettivo esperimento di tale procedura alternativa di risoluzione della controversia, la domanda formulata non potrà che essere colpita da improcedibilità.

Nel caso di specie, un mutuatario ha convenuto in giudizio un istituto di credito, assistito dallo Studio, lamentando l’usurarietà e l’indeterminatezza delle condizioni pattuite nel contratto di mutuo sottoscritto.

Ricadendo la materia bancaria tra quelle per le quali è previsto il tentativo obbligatorio di mediazione, il Giudice, nel corso della prima udienza, rilevato il mancato esperimento della mediazione, ha concesso alle parti termine di 15 giorni per incardinare il procedimento, fissando la successiva udienza per porre in essere le opportune verifiche in ordine alla procedibilità della domanda.

Nel corso della successiva adunanza, parte attrice si è limitata a rilevare che l’organismo di mediazione adito non si fosse attivato tempestivamente per l’espletamento del procedimento ed ha prodotto, a suffragio di tale asserzione, un’istanza di mediazione, priva di data, oltre alla copia cartacea di una ricevuta di avvenuta accettazione, generata dal proprio gestore di posta elettronica.

A fronte dell’invito, formulato dal Giudice, a produrre prova telematica della notifica dell’istanza all’organismo di mediazione, parte attrice non ha dimostrato di avere attivato entro un tempo ragionevole, e comunque entro l’udienza successiva, il procedimento di mediazione.

Il mutuatario, inoltre, non si è speso nemmeno per dimostrare di essere incorso in una ipotesi di decadenza incolpevole, limitandosi – soltanto nel corso dell’udienza di discussione orale della causa – a sostenere che l’organismo di mediazione non fosse dotato di indirizzo di posta elettronica certificata.

Circostanza, peraltro, sconfessata dalla documentazione prodotta dalla Banca convenuta, proveniente dall’organismo di mediazione, che ha attestato la tardività dell’istanza di mediazione ed il fatto che la stessa fosse stata depositata, invece, in data successiva all’udienza di verifica.

Il Giudice, pertanto, evidenziate le circostanze di fatto pocanzi segnalate, ha precisato che “pur non potendosi considerare il termine di quindici giorni assegnato dal giudice e finalizzato alla presentazione della domanda di mediazione di carattere perentorio, deve dichiararsi l’improcedibilità della domanda quando il mancato effettivo esperimento del tentativo di mediazione dipenda dalla colpevole inerzia della parte che abbia presentato la domanda di mediazione ben oltre il termine all’uopo dato dal giudice.

La ratio della previsione del termine previsto dall’art. 5 del d.lvo 28 del 2010– volta a consentire alle parti di esperire il tentativo di mediazione non attivato prima dell’instaurazione del giudizio e di trovare una soluzione stragiudiziale della controversia- impone di ritenere che, ai fini della procedibilità della domanda, assume rilievo la verifica dell’effettivo esperimento della mediazione in un tempo ragionevolmente antecedente la data dell’udienza fissata dal giudice.”

In altri termini, pur ritenendo ordinatorio il termine concesso, è necessario, per l’avveramento della condizione di procedibilità, che il primo incontro dinanzi al mediatore si celebri prima dell’udienza di rinvio, fissata per la verifica dell’effettivo esperimento del tentativo di composizione bonaria della controversia, a cui è subordinata la procedibilità dell’azione.

Il Tribunale, dunque, ha dichiarato l’improcedibilità della domanda proposta e condannato l’attore alla rifusione delle spese di lite in favore dell’istituto di credito.

Trib. Trapani, 21 ottobre 2020, n. 734

Andrea Maggioni – a.maggioni@lascalaw.com

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