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Inefficacia del trust liquidatorio

Tribunale di Milano, 17 gennaio 2015, n. 818 (leggi la sentenza)

Il Tribunale di Milano, con la sentenza n. 818 del 17 gennaio 2015, ha dichiarato l’inefficacia di un trust liquidatorio istituito da una società e, per l’effetto, la nullità del trasferimento dei beni immobili della società medesima al trustee.

Tale sentenza si fonda e richiama i principi e criteri di indagine individuati dalla Corte di Cassazione nella sentenza n. 11105 del 9 maggio 2014.

I principi desumibili dalla sentenza possono essere così sintetizzati:

a)    il trust non è soggetto di diritto, ma un insieme di beni e rapporti con effetto di segregazione patrimoniale, nel quale il trustee – quale titolare dei medesimi – è l’unico soggetto di riferimento per i terzi;

b)   il trust interno liquidatorio istituito da società ormai insolvente e poi dichiarata fallita per eludere la procedura fallimentare, ponendosi in contrasto con le norme imperative della legge fallimentare che presiedono alla liquidazione concorsuale, è – prima ancora che nullo – non riconoscibile nell’ordinamento italiano alla luce dell’art. 15, par. 1, lett. a) della Convenzione de L’Aja del 10 luglio 1985 sulla legge applicabile ai trust e sul loro riconoscimento, ratificata con legge 16 ottobre 1989, n. 364, secondo il quale un trust non può violare le norme imperative previste dalla lex fori in tema di “protezione di creditori in casi di insolvibilità”.

Nello specifico, la sentenza ha ad oggetto l’attività di una società ritenuta dal giudice già in stato di insolvenza prima dell’istituzione del trust. Essa delibera prima il suo scioglimento e la sua messa in liquidazione, nominando liquidatore uno dei due soci; successivamente istituisce il trust nominando trustee l’altro socio, al quale trasferisce la proprietà di tutto il patrimonio societario. Successivamente, la società viene dichiarata fallita e il curatore agisce in giudizio per la declaratoria di nullità/inefficacia del trust poiché esso non prevedeva alcuna clausola che prevedesse la restituzione dei beni trasferiti al trustee agli organi del fallimento in caso di sentenza dichiarativa dello stesso.

Il Tribunale, facendo applicazione dei principi affermati dalla Cassazione nella sentenza n. 11105/14, rileva che il trust, istituito dalla società già insolvente, null’altro costituisce se non un mezzo per sottrarre i beni aziendali alla procedura fallimentare e, di conseguenza, al soddisfacimento della pretese creditorie. Tra l’altro, a dispetto di quanto indicato nell’atto istitutivo del trust, osserva il Tribunale, nessun beneficio avevano tratto i creditori dall’istituzione del trust, non avendo il trustee del medesimo svolto alcuna attività di tipo liquidatorio.

4 marzo 2015

Franco Pizzabiocca – f.pizzabiocca@lascalaw.com

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