L’inerzia dell’aggiudicatario paga!

Quando è inefficace l’iscrizione a ruolo del pignoramento?

Le copie dell’atto di pignoramento, del titolo esecutivo e del precetto, depositate al momento dell’iscrizione a ruolo, debbono necessariamente essere munite di attestazione di conformità, pena l’inefficacia del pignoramento stesso.

Il principio è stato affermato dalla Corte d’Appello di Milano con la sentenza in commento, infatti, il Tribunale aveva dichiarato con ordinanza l’inefficacia della procedura esecutiva per mancato deposito delle copie conformi dell’atto di pignoramento, del precetto e del titolo esecutivo entro il termine di quindici giorni; in particolare, il creditore procedente aveva provveduto ad iscrivere a ruolo il pignoramento depositando nei quindici giorni previsti copia semplice dei predetti atti riservandosi di depositare le relative conformità in un momento successivo. Avverso l’ordinanza del Tribunale il creditore aveva proposto reclamo al collegio e poi appello, adducendo che il deposito delle copie semplici in luogo delle copie conformi costituisse una mera irregolarità dell’iscrizione a ruolo.

Secondo la Corte d’Appello, invece, la nuova formulazione dell’art. 557 c.p.c. prevede una vera e propria ipotesi di invalidità processuale, rilevabile d’ufficio, che sanziona un’inattività della parte, esattamente come avviene nelle ipotesi previste dagli articoli 497 c.p.c. e 156 disp. Att. C.p.c.. Oltretutto, precisa la Corte: “non si può prospettare una possibile sanatoria per il tardivo deposito di copie con l’attestazione di conformità, non vertendosi nell’ambito della categoria della nullità, bensì dell’inosservanza del termine perentorio, di talchè il principio del raggiungimento dello scopo dell’atto non trova applicazione, essendosi irrimediabilmente prodotta l’inefficacia del pignoramento per il decorso del termine”.

Alla luce di quanto sopra, dunque, l’iscrizione a ruolo del pignoramento immobiliare è efficace soltanto se nel termine di 15 giorni vengono depositate le copie degli atti munite di attestazione di conformità da parte del difensore. Decorso tale termine la mancanza dell’attestazione non può essere sanata dalla successiva produzione delle copie conformi, trattandosi di un’attività ormai preclusa. Il deposito delle copie conformi viene dunque inquadrato alla stregua di un onere decadenziale, finalizzato a comprovare il possesso del titolo.

Corte d’Appello di Milano, 13 gennaio 2017, n. 146 (leggi la sentenza)

Maria Laura Meleti – m.meleti@lascalaw.com

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