Indeterminatezza del tasso, il contratto è comunque salvo

Indeterminatezza del tasso, il contratto è comunque salvo

Respingendo l’eccezione di indeterminatezza del tasso di mora convenuto in un contratto di mutuo, il Tribunale di Vicenza ha sottolineato la preminenza del testo contrattuale sul documento di sintesi ad esso allegato, in cui veniva riportato un tasso differente.

Con citazione notificata alla banca, un mutuatario vicentino eccepiva l’usurarietà dei tassi applicati al contratto di mutuo e chiedeva che venisse accertata l’indeterminatezza degli interessi di mora pattuiti. Ciò sulla base della divergenza tra il saggio contrattualizzato nella misura del 4,80% e il saggio indicato nel documento di sintesi nella misura del 3,80%.

Il Tribunale di Vicenza, investito della questione, accertava preliminarmente la legittimità delle condizioni economiche. Il tasso corrispettivo, infatti, risultava inferiore alla soglia usura rilevata trimestralmente dalla Banca d’Italia. Con riferimento al tasso di mora, il giudice assegnatario evidenziava l’impossibilità di verificare la legittimità del tasso di mora confrontandolo con il tasso soglia usura “poiché nella formula di calcolo del TEGM, e quindi del tasso soglia, non è incluso alcun valore relativo alla mora debendi” chiarendo che “per rendere raffrontabili i due tassi summenzionati, occorre dunque sommare alla percentuale del tasso soglia un valore di media riferibile agli interessi moratori” pari al 2.1 %.

Tanto chiarito, circa l’indeterminatezza della pattuizione il magistrato accertava che “la volontà negoziale delle parti risulta(va) validamente formatasi sulla base di quanto recepito dalla scrittura contrattuale, mentre l’allegato documento di sintesi assume una valenza meramente informativa, inidonea ad incidere sulla determinatezza delle condizioni pattuite  a meno che non concorrano ulteriori elementi circostanziali capaci di insinuare nel cliente della banca il dubbio che quanto formalizzato in contratto non corrisponda a quanto effettivamente applicato dalla Banca, con effetti economici a sé sfavorevoli”.

Tale situazione si sarebbe potuta creare nel caso in cui nel documento di sintesi fosse stato riportato un tasso più alto rispetto a quello contrattualizzato o, ancora, nell’eventualità in cui la banca ne avesse applicato uno differente. Nel caso di specie, invece, il mutuo era sempre stato in regolare ammortamento e non erano mai stati applicati interessi di mora. Il saggio degli interessi è risultato, pertanto, sufficientemente determinato senza alcuna conseguenza sotto il profilo della trasparenza contrattuale.

Sulla scorta delle motivazioni sopra richiamate, il giudice rigettava la domanda attorea, condannando il mutuatario al pagamento delle spese.

Tribunale di Vicenza, 6 novembre 2019, n.2296 

Valentina Vitali – v.vitali@lascalaw.com

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