Usucapione in opposizione: un, due, tre…prova

“Incompetente…a chi ?!”. Titolo esecutivo e competenza nel giudizio di opposizione

In tema di competenza per valore, l’individuazione del giudice idoneo per il giudizio di merito segue i criteri dettati dall’articolo 17 c.p.c., che individua il criterio distintivo nell’ammontare del credito risultante dal titolo esecutivo e per il quale è stato notificato atto di precetto.

Il principio in commento prende le mosse da una recente pronuncia della Cassazione depositata lo scorso 15 febbraio.

Nel caso di specie la vicenda trae origine da una procedura esecutiva incardinata dalla presunta creditrice di una compagnia di assicurazione che notificava atto di pignoramento presso terzi. La destinataria dell’atto di pignoramento procedeva, in seguito, a proporre opposizione ponendo a fondamento della stessa l’adempimento dell’obbligazione per cui si procedeva esecutivamente avvenuta in data anteriore alla notifica del pignoramento.

Il giudice dell’esecuzione sospendeva la procedura, decisione poi revocata in sede di reclamo al collegio avverso l’ordinanza di sospensione. Successivamente, veniva riassunto il giudizio innanzi al giudice di pace, il quale dichiarava la propria incompetenza per valore. In sede di gravame la decisione veniva confermata e veniva proposto dalla presunta creditrice ricorso per Cassazione.

La Suprema Corte ha ritenuto fondate le censure con cui veniva ritenuta sussistente la competenza del Giudice di Pace nella vicenda in esame, sul presupposto che l’atto di precetto era stato notificato per la somma complessiva di Euro 4700,00 e, di conseguenza rientrava nel limite della competenza del Giudice di Pace e la maggiore somma portata dall’atto di pignoramento era frutto di un mero errore materiale.

Prendendo le mosse dall’articolo 17 c.p.c. la Corte afferma che in materia di opposizione all’esecuzione forzata, nel caso in cui l’esecuzione sia già stata incardinata, l’individuazione del giudice competente per il merito deve essere effettuata sulla base del credito per cui si procede corrispondente a quello risultante dal titolo esecutivo e per cui è stato notificato il precetto.

Infine la Suprema Corte precisa che, nel caso in cui siano intervenuti dei pagamenti parziali di cui il creditore ha dato atto spontaneamente, il “credito per cui si procede” corrisponde al minore importo indicato nell’atto di pignoramento.

Sulla base di questo assunto la Cassazione ha ritenuto sussistente la competenza del Giudice di Pace di Roma.

Cass., Sez. III Civ., 15 febbraio 2019, n. 4530

Andrea Asnaghi – a.asnaghi@lascalaw.com

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