Indeterminatezza del tasso, il contratto è comunque salvo

Inapplicabile il principio del “saldo zero”, se l’opponente formula domanda riconvenzionale

La Corte d’Appello di Milano si è espressa in tema di riparto dell’onere probatorio nell’ambito di una causa di opposizione a decreto ingiuntivo in materia di contenzioso bancario.

La sentenza n. 4256/2015 ha regolato una vertenza che aveva visto in primo grado prevalere il correntista il quale, oltre alla domanda tesa a neutralizzare il decreto ingiuntivo della banca, aveva formulato domanda riconvenzionale di condanna al saldo dei rapporti di conto corrente e conto anticipi risultante dalle evidenze contabili di causa.

Segnatamente, la sentenza di primo grado aveva accertato che i rapporti bancari sottoposti all’attenzione del giudice presentavano, alla chiusura, saldi attivi a favore dell’opponente e, per l’effetto, aveva revocato il decreto accogliendo, inoltre, la domanda riconvenzionale da questi proposta, condannando dunque la banca al pagamento di quanto illegittimamente addebitato.

La banca appellante ha contestato la sentenza del Tribunale meneghino, tra l’altro, sul piano della corretta ripartizione dell’onere probatorio; secondo la banca, infatti, il Giudice di prime cure aveva errato nell’individuazione delle posizioni processuali delle parti e nell’applicazione del c.d. “principio del saldo zero” al primo estratto conto prodotto dalla banca, ma ai fini della valutazione sulla domanda riconvenzionale di parte avversa.

La Corte, accogliendo l’impostazione dell’istituto, rilevando che l’attore sostanziale nel giudizio di opposizione non si era limitato a chiedere l’esclusione del credito della banca, pretendendo un provvedimento positivo sfavorevole all’opposta, ha dimostrato di aderire all’orientamento abbracciato già dalla stessa Corte territoriale (C. App. del 6/12/2012) nonché dalla Suprema Corte (Corte Cass. n. 9201/2015).

La S.C. ha di recente sancito la correttezza di quest’ultimo orientamento, affermando che, qualora ad agire in giudizio sia il correntista – come avvenuto in questo caso, sebbene in sede riconvenzionale – in mancanza di una completa documentazione del rapporto gli interessi devono essere ricalcolati a partire dal primo estratto, , senza la possibilità di ricorrere al “saldo zero” (Cass. sez. I, 7 maggio 2015, n. 9201). Al correntista è quindi richiesto di assolvere l’onere probatorio che l’art. 2697 c.c. pone a carico di chi, come (l’opponente) in questo caso, rivendica un diritto in giudizio, avendo la possibilità di produrre la documentazione comprovante la fondatezza della sua pretesa.

…omissis….

L’opponente non ha prodotto tutti gli estratti conto a fondamento del proprio credito (pur essendone in possesso) che, in sede riconvenzionale, ha allegato di vantare verso la banca, mentre il primo estratto prodotto è negativo.  E, precisa la Corte, in difetto di produzione di tutti gli estratti, il correntista non può servirsi a suo vantaggio del cosiddetto saldo zero, sebbene la banca, a sua volta, non possa opporre al correntista il saldo negativo risultante dal primo estratto.

L’iter logico giuridico della Corte d’Appello ha quindi condotto all’accoglimento parziale dell’appello ed al rigetto della domanda riconvenzionale del correntista.

Spese del primo e del secondo grado compensate.

Giorgio Zurru – g.zurru@lascalaw.com

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