Diritto dell'Esecuzione Forzata

Inammissibilità dell’opposizione agli atti esecutivi a seguito dell’aggiudicazione dell’immobile

Cass., 10 febbraio 2015, n. 2472 (leggi la sentenza)

Con la sentenza n. 2472/2015 depositata il  10/02/2015, la Corte di Cassazione civile, sez. III ha affermato il principio secondo il quale “ove sopravvenga l’accertamento dell’inesistenza di un titolo idoneo a giustificare l’esercizio dell’azione esecutiva, non viene meno l’acquisto dell’immobile pignorato, da parte del terzo nell’ambito di procedura espropriativa conforme alle normative, salvo dimostrazione di collusione tra il terzo acquirente del bene e creditore procedente.”

Nella fattispecie, il debitore esecutato proponeva opposizione ex art. 617 c.p.c. avverso il decreto di trasferimento dell’immobile pignorato, assumendo la nullità di tutti gli atti del procedimento per avere avuto notizia della procedura esecutiva soltanto a seguito della notificazione dell’atto di precetto per il rilascio dell’immobile.

La Corte ha preliminarmente valutato l’ammissibilità del ricorso allo strumento dell’opposizione ex art. 617 c.p.c. nel caso di specie e ciò ai fini dell’applicabilità della norma di cui all’art. 2929 c.c. per la quale eventuali nullità degli atti esecutivi che hanno preceduto la vendita o l’assegnazione non hanno effetto riguardo all’acquirente o all’assegnatario, salvo il caso di collusione con il creditore procedente.
In sintesi, il debitore potrà far valere eventuali nullità procedimentali precedenti alla vendita, oltre che nel rispetto dei termini fissati dall’art. 617 c.p.c., in ogni caso, prima che la vendita stessa abbia luogo.

Quanto sopra, anche al fine della tutela del terzo di buona fede, e dell’affidamento incolpevole, nonché della tutela della garanzia patrimoniale del creditore e della certezza dei rapporti giuridici.

Per tale motivo, con la sentenza in parola, la Suprema Corte, richiamandosi alla sentenza Sezioni Unite n. 21110 del 2012 ha affermato il principio per cui “il sopravvenuto accertamento dell’inesistenza di un titolo idoneo a giustificare l’esercizio dell’azione esecutiva non fa venir meno l’acquisto dell’immobile pignorato, che sia stato compiuto dal terzo nel corso della procedura espropriativa in conformità alle regole che disciplinano lo svolgimento di tale procedura, salvo che sia dimostrata la collusione del terzo col creditore procedente. In tal caso, tuttavia, resta salvo il diritto dell’esecutato di far proprio il ricavato della vendita e di agire per il risarcimento dell’eventuale danno nei confronti di chi, agendo senza la normale prudenza, abbia dato corso al procedimento esecutivo in difetto di un titolo idoneo”.

Conseguentemente, il vizio di nullità fatto valere dall’opponente in tale fattispecie, conseguente alla nullità della notifica dell’avviso di vendita, non sarebbe opponibile all’aggiudicatario in difetto di qualsiasi prova di un’eventuale collusione del terzo con il creditore procedente.

Il ricorso è stato rigettato.

20 febbraio 2015

Maddalena Careddu – m.careddu@lascalaw.com

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