Diritto Processuale Civile

Inammissibilità del precetto per le spese successive all’emissione del titolo

Cass., 13 maggio 2015, n. 9807 

Con la sentenza n. 9807, depositata il 13 maggio 2015, il Supremo Collegio ha preso posizione in merito alla possibilità di notificare un atto di precetto avente ad oggetto la richiesta delle spese processuali sorte successivamente all’emissione del titolo giudiziale.

Nel caso di specie il debitore aveva proposto opposizione all’atto di precetto notificato da un avvocato, in qualità di distrattario, per il recupero delle spese legali sorte successivamente all’emissione del titolo giudiziale per il quale era già stato in precedenza notificato un altro atto di precetto cui era seguito il pagamento da parte del debitore.

Il Giudice adito, in accoglimento all’opposizione proposta dal debitore, aveva osservato che tali somme sarebbero potute essere recuperato solo attraverso un ordinario giudizio di cognizione.

Tale provvedimento è stato successivamente confermato nella sentenza in commento, con la quale la Corte di Cassazione, chiamata a pronunciarsi sul punto, ha di fatto ribadito quanto già statuito dal Giudice di merito, precisando che le competenze legali successive “costituendo un accessorio di legge a quelle processuali, possono essere richieste con l’atto di precetto, siccome consequenziali al titolo posto in executivis e, come tali, tutelate dal medesimo titolo fino al loro integrale pagamento”.

Ha osservato la Corte che secondo il condiviso orientamento della giurisprudenza di legittimità qualora il debitore abbia pagato per intero la somma indicata nel titolo esecutivo, comprensiva delle spese processuali ivi liquidate, il creditore non può, successivamente a tale pagamento, intimare precetto sulla base dello stesso titolo per il pagamento delle competenze legali sostenute dopo l’emissione di quest’ultimo e necessarie per la sua notificazione, dovendosi, semmai, per tali spese, esperire l’azione di cognizione ordinaria.

Sul punto, quindi, il Supremo Collegio, ha concluso precisando che “una volta che l’obbligazione derivante dal titolo sia stata adempiuta, il titolo medesimo perde la propria efficacia esecutiva, con conseguente impossibilità giuridica dalla notifica del precetto”.

15 giugno 2015

Laura Pelucchi – l.pelucchi@lascalaw.com

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