Successioni

Inammissibile la prova testimoniale per far accertare la lesione di legittima

– Cass., 30 giugno 2011, Sez. II, n. 14473, in Cassazione.net

Massima: "L’erede non può provare per testi la violazione della legittima attuata dal de cuius con la simulazione di una vendita immobiliare che è in realtà una donazione. Infatti, il legittimario che propone azione di riduzione ha l'onere di indicare entro quali limiti è stata lesa la legittima, determinando con esattezza il valore della massa ereditaria nonché il valore della quota di legittima violata dal testatore. In particolare, ha l'onere di allegare e comprovare tutti gli elementi occorrenti per stabilire se sia, o meno, avvenuta, ed in quale misura, la lesione della sua quota di riserva, potendo solo in tal modo il giudice procedere alla sua reintegrazione." (leggi la sentenza per esteso)

L’erede non può provare per testi la violazione della legittima attuata dal de cuius con la simulazione di una vendita immobiliare che è in realtà una donazione.

È quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con la recentissima sentenza del 30 giugno 2011, mediante cui la stessa ha respinto il ricorso di un erede che contestava la violazione della legittima sull’eredità della madre, la quale aveva ceduto alle nipoti, ad un  prezzo irrisorio, le quote societarie. Secondo il ricorrente, infatti, dietro la vendita si celava in realtà una donazione.

È opportuno premettere che l’azione di riduzione è quell’istituto mediante il quale i legittimari possono, ricorrendone tutti i presupposti, ottenere la reintegrazione della legittima mediante la riduzione del testamento e delle donazioni eccedenti la quota di cui testatore poteva disporre.

Fra l’altro, l’azione di riduzione proposta dal legittimario nei confronti del terzo acquirente del donatario richiede la preventiva escussione dei beni del donatario medesimo, ma solo a condizione dell’effettiva esistenza di una situazione di possidenza di quest’ultimo.

La seconda sezione del Supremo Collegio ha applicato il principio secondo cui il legittimario che propone azione di riduzione ha l’onere di indicare entro quali limiti è stata lesa la legittima, determinando con esattezza il valore della massa ereditaria, nonché il valore della quota di legittima violata dal testatore. In particolare, la Corte ha stabilito che l’erede ha l’onere di allegare e comprovare tutti gli elementi occorrenti per stabilire se sia, o meno, avvenuta, ed in quale misura, la lesione della sua quota di riserva, potendo il giudice – solo in tal modo – procedere alla sua reintegrazione.

(Valeria Bano – v.bano@lascalaw.com)

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche

Per i debiti del de cuius verso il il proprio avvocato rispondono, di norma, gli eredi che pagherann...

Successioni

Vado a stare da papà

La Corte di Cassazione ha sottolineato come la nullità del legato per indeterminatezza del legatari...

Successioni

Costruzione di nuovi edifici: la relazione energetica non vincola l’appaltatore

Anche la riscossione dei canoni di locazione, realizzata subito dopo il decesso della testatrice e s...

Successioni

X