Il gioco delle parti nella verifica dei crediti

Inammissibile la consulenza tecnica finalizzata alla ricerca di fatti, circostanze o elementi non provati

Il Tribunale di Genova, sulla scorta delle considerazioni già svolte dalla Suprema Corte con la sentenza n. 5091/2016, ha ribadito l’inammissibilità di una consulenza tecnica finalizzata ad esonerare la parte dal suo onere probatorio.

L’attore, infatti, deduceva la pattuizione di interessi usurari – in violazione degli artt. 644 terzo comma c.p. e dell’art. 1 L. 108/96 – in un contratto di mutuo e chiedeva la declaratoria di nullità della relativa clausola, nonché l’accertamento della gratuità del finanziamento, senza però mai produrre il contratto contestato, ma unicamente una perizia stragiudiziale econometrica la quale rilevava la violazione delle soglie anti usura.

Parte attrice insisteva, altresì, per l’ammissione di CTU contabile, al fine di accertare la veridicità delle proprie doglianze.

Tale istanza veniva rigettata in quanto l’attore, non producendo neppure il contratto contestato, non aveva assolto al proprio onere probatorio. Infatti, il solo documento depositato – ossia la perizia stragiudiziale –  non ha alcun valore indiziario né probatorio e il predetto onere può essere assolto con l’ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c.

La sentenza n. 2518, per quanto pervenga a conclusioni che non paiono straordinarie o innovative ma logiche e coerenti col sistema processuale, risulta particolarmente interessante, poiché precisa che, qualora una consulenza tecnica venga richiesta sulla base di una produzione documentale, il Giudice non può dichiararla esplorativa se non dimostrando che la documentazione esibita sarebbe comunque irrilevante. Tale è, ad esempio, una consulenza atta a verificare l’andamento di rapporti contabili la cui esistenza tuttavia non è controversa né contestata.  Quando, invece, la consulenza sia finalizzata alla ricerca di elementi non provati dalla parte che li allega, allora è inammissibile, perché costituirebbe un ingiustificato esonero di parte attrice dall’onere di cui all’art. 2697 c.c.

Trib. Genova, 26 luglio 2016, n. 2518

Mariangela Boneram.bonera@lascalaw.com

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