Contratti Bancari

Inammissibile il ricorso 696-bis c.p.c in materia di Usura nel mutuo

Trib. Bergamo, 20 agosto 2015

L’Ordinanza oggi commentata, è stata resa dal Tribunale di Bergamo nell’ambito di un  procedimento sommario, nel quale lo studio ha assistito un istituto di credito.

Parte ricorrente aveva convenuto in causa la banca ai sensi dell’art. 696 bis c.p.c., lamentando l’applicazione di interessi usurari al contratto di mutuo stipulato con la convenuta e chiedendo, dunque, lo svolgimento di una consulenza preventiva, onde accertare l’esistenza di un proprio asserito credito.

Poiché il Tribunale rigettava il ricorso, ritenendolo inammissibile, la ricorrente presentava reclamo al Collegio, ai sensi dell’art. 669 terdecies c.p.c., insistendo affinché venisse disposta una perizia contabile, mirata alla verifica del rispetto del tasso soglia nel contratto di mutuo siglato dalla stessa con l’istituto di credito.

Il Collegio, conformandosi ad un orientamento che ormai sta incontrando sempre più favore presso la giurisprudenza di merito, ha condivido la decisione del Giudice di primo grado e, pertanto, ha ritenuto inammissibile il ricorso e lo ha rigettato. Più precisamente, i Giudici hanno sottolineato come le domande sottoposte al loro esame richiedessero approfondite valutazioni anche in merito, scostandosi, in tal modo, dal tipo di vaglio previsto dalla particolare procedura incardinata dal ricorrente.

Si legge, infatti: “il Collegio rileva che la reclamante, a dispetto della dichiarazione resa alla udienza del [omissis] circa la finalità del ricorso ex art. 696bis c.p.c., asseritamente volto all’accertamento del T.A.N. reale su base annua, ha formulato richiesta di consulenza diretta non semplicemente ad un mero computo contabile bensì all’accertamento di un supposto credito della mutuataria presupponente l’accoglimento di una tesi difensiva circa la corretta modalità di conteggio delle rate costanti di un piano di ammortamento c.d. alla francese, con contestuale contestazione di una serie di inadempimenti contrattuali in capo all’istituto creditizio mutuante. Ebbene, tale finalità, siccome ben evidenziato dal giudice di prime cure, e cui argomentazioni devono ritenersi qui integralmente richiamate, mal si attaglia allo strumento previsto dall’art. 696 bis c.p.c. Ne consegue, per le ragioni esposte, l’inammissibilità del presente reclamo.”

19 febbraio 2016

Giovanni Prestipinog.prestipino@lascalaw.com

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