Contratti Bancari

Inadempimento protratto: la segnalazione a sofferenza prescinde da garanzie e proprietà immobiliari

In materia di segnalazione a sofferenza presso la Centrale Rischi della Banca D’Italia si è recentemente espresso il Tribunale di Bari.

Il Collegio, nel caso di specie, ha rigettato il reclamo cautelare proposto dal correntista avverso il diniego del provvedimento ex art. 700 c.p.c., finalizzato ad ottenere l’ordine di cancellazione della segnalazione, asseritamente illegittima.

Il cliente, tra gli altri motivi di cui al ricorso cautelare, lamentava l’illegittimità dell’iscrizione a sofferenza, in quanto la Banca avrebbe omesso di valutare la sua complessiva situazione finanziaria, essendo costui oltretutto titolare di un rilevante patrimonio immobiliare.

Ebbene, con tale pronuncia il Tribunale di Bari ha affermato che l’inadempimento protratto nel tempo legittima la segnalazione a sofferenza, poiché “è, senza dubbio, sintomo di una situazione patrimoniale deficitaria e non transitoria, posto che nell’effettuare la segnalazione si prescinde dall’esistenza di eventuali garanzie (reali o personali) poste a presidio dei crediti”. Prosegue il Collegio affermando l’irrilevanza dell’esistenza di un importante patrimonio immobiliare, che “non garantisce il pagamento immediato della debitoria, ma può garantire solo il soddisfacimento a seguito di eventuale riscossione coattiva del debito”.

Sulla base di questo principio (e rigettato l’ulteriore motivo di cui alla domanda cautelare), il Collegio ha respinto il reclamo del cliente della banca, in quanto infondato, così confermando la legittimità della segnalazione a sofferenza.

Tribunale di Bari, Sez. IV Civile, ordinanza 5  ottobre 2015

11 marzo 2016

Eva Messaggioe.messaggio@lascalaw.com

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