Appello, la legittimazione che giustifica la nuova documentazione

Impugnazioni, un giorno in più fa la differenza

Per valutare la tempestività dell’impugnazione, il periodo di sospensione feriale decorre dal 1° agosto al 31 agosto e va considerato in aggiunta al “termine lungo”.

Nel caso di specie una società che commercializzava un farmaco per la terapia oncologica veniva citata in giudizio per ottenere un risarcimento danni. La richiesta si fondava sulla mancanza di tempestività dell’azienda farmaceutica nel rendere noto un effetto collaterale del farmaco: la osteonecrosi della mandibola.

La richiesta risarcitoria veniva respinta in primo grado dal Tribunale, e veniva altresì rigettata dalla Corte d’Appello di Milano. Infine, avverso la sentenza della corte d’Appello di Milano viene proposto ricorso in Cassazione.

Preliminarmente al merito della causa la Corte di Cassazione si trova ad analizzare le eccezioni formulate dalla controricorrente, tra le quali l’eccezione di tardività del ricorso proposto in Cassazione. Il controricorrente sul punto eccepisce che il ricorso sarebbe stato consegnato all’ufficiale giudiziario per la notifica il giorno successivo allo spirare del termine di decadenza per l’impugnazione.

La Corte di Cassazione ritiene erroneo il computo dei termini eseguito dal controricorrente nella parte in cui, pur dando atto della modifica introdotta dalla L. n. 132 del 2014, convertita nella L. n. 162 del 2014, ritiene che il periodo di sospensione sia pari ad un mese e vada calcolato “ex numeratione dierum”; la modifica introdotta prevede che il relativo periodo decorra dal 1° al 31 agosto e ammonti a 31 giorni.

Nel caso di specie essendo stata pubblicata la sentenza della Corte d’Appello il 27.05.2016, applicandosi il termine semestrale oltre alla sospensione feriale di 31 giorni, l’ultimo giorno utile per la notifica del ricorso in Cassazione era il 28 dicembre 2016, data in cui l’incombente per la parte ricorrente è stato eseguito.

Il computo dei termini per la proposizione del ricorso avverso la sentenza della Corte d’Appello, come la Corte di Cassazione ricorda, deve essere effettuato “ex numeratione dierum” per quanto riguarda il termine di cui all’art 327 c.p.c., da calcolare in mesi, ai quali deve essere aggiunto il periodo di 31 giorni di sospensione previsto dalla legge del 2014.

La Corte di Cassazione ritiene infondate tutte le eccezioni preliminari proposte dal controricorrente tra cui quella di tardività e nel merito dichiara inammissibile il ricorso proposto e condanna il ricorrente alle spese del giudizio.

Cass., Sez. III Civ., 7 marzo 2019, n. 6592

Sara Rovigo – s.rovigo@lascalaw.com

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