Contenzioso finanziario

Imprevedibilità del default Lehman Brothers

Tribunale di Firenze, 20 febbraio 2014, n. 587 (leggi la sentenza per esteso)

Il Tribunale di Firenze, con sentenza n. 587 del 20-2-2014, si è pronunciato sulla questione della prevedibilità (o meno) del dissesto dell’emittente di titoli obbligazionari Lehman Brothers.

In particolare l’investitore, a supporto delle domande di annullamento, risoluzione e risarcimento del danno in relazione all’ordine di acquisto del 19-3-2007, lamentava, tra l’altro, la mancata informazione fornita dalla Banca, al momento della sottoscrizione dell’ordine, in merito al rischio di non rimborsabilità del capitale.

Secondo il Tribunale adito, attesa l’avvenuta negoziazione dell’ordine di acquisto oggetto del giudizio nel marzo 2007 e, l’abbassamento del rating del titolo solo nel corso dell’anno 2008, la Banca non avrebbe avuto all’epoca dei fatti “elementi di conoscenza tali da far presupporre il sopravvenire, a breve-medio termine, di una situazione di default”.

La sentenza in commento si colloca in linea di continuità con la Giurisprudenza di merito ormai consolidata, confermando pienamente l’oggettiva impossibilità di conoscere, in epoca antecedente l’ammissione al Chapter 11 della Lehman Brothers, il default di quest’ultima.

Le pronunce dei Tribunali con riguardo alla dedotta impossibilità ed imprevedibilità del futuro stato di insolvenza della Società emittente i titoli obbligazionari, hanno infatti univocamente rigettato le censure mosse nei confronti degli intermediari finanziari, escludendo – tra l’altro – che le obbligazioni Lehman Brothers fossero “rischiose” all’epoca della loro negoziazione, ovvero in epoca successiva (sino alla data del 15.9.2008) (vd. Tribunale di Torino, 10-6-2014, n. 4208; Tribunale di Roma, 6-9-2013, n. 17856; Tribunale di Milano, 29-7-2010, n. 9671).

23 luglio 2014

Carmela Prencipe – c.prencipe@lascalaw.com

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